Regione Puglia, centrodestra all’attacco: mozione di sfiducia contro Emiliano e veti interni sui “rientri”
A meno di quattro mesi dalla fine della legislatura, la battaglia politica in Consiglio regionale si infiamma. Il centrodestra annuncia la presentazione di una mozione di sfiducia contro la giunta Emiliano: «La verità è sotto gli occhi di tutti – tuonano le opposizioni – il governo regionale è politicamente finito, paralizzato, senza numeri, senza idee». Una bocciatura durissima, accompagnata da un’accusa precisa: «In un anno e mezzo approvate solo due leggi, il resto è stato un susseguirsi di sedute saltate e numeri legali mancati».
La mossa sarà formalizzata nella prima seduta utile e promette di alzare i toni del confronto. «Sarà il momento della verità – insistono dal centrodestra – metteremo la giunta davanti alle sue responsabilità: dalla sanità alle politiche agricole, passando per i rifiuti e i trasporti, la Puglia è ferma». Parallelamente, Fratelli d’Italia e Lega rilanciano anche sul fronte delle regole: chiedono l’approvazione di una legge “antitrasformismo”, contro i cambi di casacca che hanno minato la credibilità dell’aula.
Un messaggio chiaro anche a chi, secondo i rumors, sarebbe pronto a rientrare proprio tra le fila dell’opposizione. È il caso dei consiglieri regionali Stefano Lacatena (Con) e Saverio Tammacco (Per la Puglia), al centro di voci insistenti su un loro possibile passaggio in Forza Italia. Voci che Tammacco ha già smentito, mentre nel caso di Lacatena – eletto nel 2020 proprio con Forza Italia prima del passaggio in maggioranza – un riavvicinamento non è escluso, anche in vista del prossimo turno elettorale a Monopoli, dove il centrodestra è forte e coeso.
Ma non tutti nel centrodestra sembrano disposti ad accogliere a braccia aperte i possibili rientri. Durissimo l’affondo di Tommaso Scatigna (FdI): «Lacatena è un capitolo chiuso. Noi siamo contro il trasformismo, non possiamo aprire il citofono a certa gente». Un concetto che rientra nel cosiddetto “patto antiriciclati”, l’accordo informale su cui Fratelli d’Italia e Lega insistono da tempo e che vorrebbero condividere anche con Forza Italia.
Sullo sfondo resta la partita più importante: la candidatura alla presidenza. I tavoli romani dovranno decidere, ma il dossier Puglia resta al momento congelato. Prima bisognerà sciogliere i nodi su Campania e Veneto. In pole, comunque, resta Mauro D’Attis, profilo politico e non civico, gradito a molti ma non ancora ufficialmente investito. Il centrodestra si prepara così al voto, tra richieste di chiarezza, veti incrociati e una sfiducia che punta a chiudere, simbolicamente, l’era Emiliano.

