Ex Ilva: Bazu steel in pole, ma restano dubbi sull’esperienza degli azeri

Gli azeri di Baku Steel sembrano sempre più in pole position per l’acquisizione per gli stabilimenti dell’ex ILVA. Una notizia che però non sembrerebbe essere stata accolta favorevolmente ne dagli altri competitor in corsa per l’acciaieria, ne dall’Unione Sindacale tarantina. Secondo fonti vicine a Jindal, l’azienda indiana sarebbe “molto sorpresa dal fatto che la stampa italiana dia Baku steel in testa nella partita per lo stabilimento anche in virtù della mancanza di esperienza che quest’ultima, sottolinea l’indiana Jindal, avrebbe nella gestione di impianti complessi come quello dell’Ilva”. Le perplessità su Baku Steel però riguarderebbero anche le voci riguardanti la presunta offerta fatta dagli azeri per l’acquisizione dell’ex Ilva. A tal proposito, la USB tarantina, tramite una nota ufficiale, ha manifestato la propri preoccupazione circa le voci che circolano a proposito dell’offerta di Baku Steel, che sembra essersi fermata a 1 miliardo, quando il minimo di gara era stato inizialmente fissato quasi al doppio: ovvero a 1 miliardo e 8. Ma non solo: l’unione sindacale ha sottolineato che “gli azeri dovranno essere in grado di soddisfare tutti gli elementi posti come pregiudiziali: ovvero il mantenimento dell’occupazione ed un percorso credibile su decarbonizzazione e investimenti ambientali”. Fondamentale sarà anche salvaguardare i lavoratori: sia i dipendenti diretti sia quelli dell’appalto così come i 1700 cassintegrati dell’Ilva in amministrazione Straordinaria. “USB – si legge nella nota -non farà sconti a nessuno, se si pensa che a pagare per le mancanze della politica dovranno essere i lavoratori: le garanzie che si prospettano non devono assolutamente essere a termine”.