Bari, processo per la morte di Mauro Di Giacomo, l’Ordine dei Fisioterapisti si costituisce parte civile
Sarà celebrata domani mattina la prima udienza del processo che vede imputato Salvatore Vassalli per l’omicidio dell’osteopata barese Mauro Di Giacomo. Intanto l’Ordine dei Fisioterapisti di Bari, Bat e Taranto si costituisce parte civile
“Esprimiamo nuovamente la ferma indignazione verso l’aggressione ingiustificata all’operatore sanitario e intendiamo costituirci parte civile al processo”. Così i vertici dell’OFI, l’Ordine dei Fisioterapisti di Bari, Barletta-Andria-Trani e Taranto, in relazione al processo penale per l’omicidio di Mauro Di Giacomo, avvenuto il 18 dicembre dello scorso anno e nell’ambito del quale martedì 5 novembre sarà celebrata la prima udienza dinanzi alla Corte d’Assise di Bari. Unico imputato nel processo è Salvatore Vassalli, padre di una giovane paziente del medico barese. L’uomo, individuato e rintracciato dagli inquirenti grazie ad una capillare indagine per cui sono state fondamentali le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona, avrebbe ammesso di aver avuto una colluttazione con la vittima, riferendo che tuttavia i colpi che hanno ucciso Mauro Di Giacomo sarebbero partiti per sbaglio, mentre impugnava l’arma.
Secondo l’accusa, Vassalli avrebbe ucciso Di Giacomo perché convinto che il fisioterapista avesse causato, con una presunta manovra sbagliata, una lieve disabilità a un braccio di sua figlia, la quale, nel 2019, aveva anche intentato una causa civile contro il medico, che aveva invece sempre negato ogni responsabilità. Una vicenda che, secondo gli investigatori, avrebbe fatto “insorgere nell’indagato, astio e rancore nei confronti del fisioterapista”, fino a giungere al proposito di commettere l’omicidio. Vassalli è accusato di omicidio aggravato dalla premeditazione e dalla crudeltà. “Quanto accaduto al nostro indimenticato collega Mauro è un crimine ingiustificabile: contro la persona e contro il lavoratore che l’Ordine dei Fisioterapisti di Bari, BAT, Taranto condanna fermamente come azione lesiva nei confronti della professione tutta”, conclude la nota dell’Ordine dei Fisioterapisti.

