All’Uniba riapre il quarto ingresso: era chiuso dal 1958

A Bari è stato riaperto dopo 70 anni il quarto ingresso dell’Università degli studi Aldo Moro. Era chiuso dal 1958

Chiuso dal 1958 e ora pronto a spalancare le sue porte a quelli che sono e saranno i nuovi studenti universitari dell’Università degli studi di Bari Aldo Moro. Si tratta del quarto ingresso dell’Ateneo nello specifico quello che si affaccia su piazza Cesare Battisti riaperto per la prima volta dopo 70 anni e restituito in tutta la sua bellezza storica e artistica alla città. La riapertura del portone rappresenta il primo tassello di un più ampio progetto di riqualificazione degli spazi al piano terra del complesso universitario, finalizzato a migliorarne la fruibilità e a rafforzarne la connessione con il contesto cittadino. Il taglio del nastro è stato accompagnato anche dall’inaugurazione di una mostra nel Salone Dorato dedicata alla storia di Palazzo Ateneo e al significato della riapertura di un varco che torna a rafforzare il legame tra Università e città. “Con la riapertura del quarto ingresso, Palazzo Ateneo recupera un elemento importante della sua storia – commenta il Rettore Roberto Bellotti – Questo intervento unisce tutela del patrimonio e visione del futuro, consentendoci di valorizzare un luogo simbolo dell’identità dell’Università di Bari e di renderlo sempre più funzionale alle esigenze della comunità universitaria e cittadina”. Alla restituzione del quarto ingresso presente anche il sindaco di Bari Vito Leccese: “La riapertura del portone dell’Ateneo su piazza Cesare Battisti, dopo quasi settant’anni, rappresenta molto più del recupero di un accesso storico: è il simbolo di un’Università che rafforza il proprio legame con la città, aprendosi alla comunità e diventando parte integrante della sua vita quotidiana. Le porte sono luoghi di passaggio, ma anche di incontro, di scambio e di nuove opportunità. Vogliamo che Bari sia sempre più una città universitaria, capace di accogliere i giovani e di garantire loro le condizioni per studiare e costruire il proprio futuro, a cominciare dal diritto all’abitare, che non può diventare un privilegio riservato a pochi”.