La Puglia post nuova legge elettorale: i cambiamenti per la Regione
Con 227 voti a favore, e 164 contrari lo “Stabilicum”, ovvero la riforma elettorale proposta dal governo Meloni diventa un dato di fatto. Ma cosa cambia per la Puglia? In concreto la nuova legge elettorale dà alla Regione 39 eletti ovvero 21 deputati, più cinque con il listino maggioritario, 11 senatori, più due con il premio. Questo per quanto riguarda la sezione degli eletti ma il vero cambio di paradigma, rispetto al modello precedente ovvero il Rosatellum, si ha al Senato: con un collegio unico per le sei province. Si tratta di un sistema proporzionale corretto da un premio di maggioranza fisso di 105 parlamentari (70 deputati e 35 senatori) per chi abbia ottenuto il maggior numero di voti a patto che abbia superato la soglia del 42%. In sintesi il meccanismo per la scelta degli eletti si può tradurre in un mix di preferenze e capilista bloccati. Così il nuovo sistema elettorale, denominato anche Melonellum dalle opposizioni, cambia le logiche che possono portare alle elezioni. I partiti infatti indicheranno il capolista, ma gli altri eletti verranno dalla corsa sulle preferenze, le cui indicazioni romane o baresi dovranno essere “condivise” con chi ha il polso dei vari comuni. Per la Puglia alla Camera, dove tre collegi avranno cinque eletti (Bari, Foggia-Bat e Taranto-Murgia) e il Salento ne avrà sei, i partiti si preparano alla corsa con Fratelli d’Italia e Pd pronti a disegnare proiezioni degli eletti considerando che i seggi scatteranno in proporzione alle percentuali del collegio unico nazionale.

