Sanità Puglia, affondo dem dopo report GIMBE: “Dal Governo tagli invisibili per 18 miliardi”
Nessun “buco” dovuto a una cattiva gestione interna, ma le conseguenze dirette di un progressivo e scientifico definanziamento della sanità pubblica da parte del governo centrale. È questo il verdetto che il Partito Democratico e i vertici della sanità pugliese traggono dal nono Rapporto Gimbe, sul Servizio Sanitario Nazionale. I dati fotografano una situazione emergenziale a livello nazionale che si ripercuote sulla tenuta delle Regioni, in particolare su quelle del Mezzogiorno. Le reazioni viaggiano in rete, come quella di Felice Spaccavento, presidente della Commissione Sanità in Regione.
La battaglia si sposta anche sul piano parlamentare. Il deputato pugliese del PD, Marco Lacarra, raccoglie l’appello dei governatori e chiede risposte immediate all’esecutivo Meloni: “Servono almeno 6 miliardi di euro all’anno per il prossimo triennio a partire dalla prossima manovra. Il governo non può continuare a vantare stanziamenti record solo sulla carta mentre i territori restano senza risorse per garantire i servizi minimi”. A fare quadrato intorno all’operato della giunta regionale interviene infine Loredana Capone che respinge con fermezza i tentativi di speculazione politica in vista delle prossime scadenze elettorali: “I numeri non mentono: il presunto “buco” della Puglia non è figlio della gestione di Emiliano o di Decaro, ma della scelta del governo Meloni di non investire nella salute pubblica”.

