Agricoltura: dialogo tra Regione Puglia e associazioni su uva da tavola e Xylella

Venticinquemila ettari coltivati e una quota che supera il 53% dell’intera produzione italiana. L’uva da tavola è l’oro della Puglia, ma quest’anno i conti non tornano. Il caldo record ha spinto i consumatori verso altri frutti, mentre l’arrivo di prodotti low-cost dall’estero, senza il rispetto del principio di reciprocità, ha fatto crollare il mercato interno.A pesare è soprattutto la forbice dei prezzi. La denuncia di Coldiretti è netta: mentre una cassetta da due chili e mezzo costa al consumatore circa un euro al chilo, ai produttori sul campo vengono pagate briciole, spesso tra i 30 e i 40 centesimi. L’uva non può diventare un prodotto civetta della grande distribuzione.Per questo, nel tavolo tecnico convocato dalla Regione, Confagricoltura e le organizzazioni dei produttori hanno chiesto una svolta strutturale. L’obiettivo è fare squadra: federare le Op in un’unica associazione regionale e mappare i vigneti con un catasto varietale per evitare sovrapproduzioni. Intanto, si guarda all’estero: il 3 ottobre decollerà da Grottaglie il primo volo cargo di ortofrutta diretto a Istanbul, una nuova via per l’export. Dalla difesa dell’uva alla rinascita degli ulivi. Nelle stesse ore, la Regione ha impresso un’accelerazione per l’emergenza Xylella. Dopo un’odissea burocratica durata oltre due anni, è arrivato il via libera di Agea per il bando ministeriale da 30 milioni di euro. I fondi serviranno a finanziare i reimpianti con cultivar resistenti e la riconversione dei terreni devastati. Il giorno della verità sarà venerdì 18 settembre. Nell’ultimo confronto con i sindacati agricoli si cercherà l’intesa definitiva su criteri e punteggi. Se l’accordo verrà siglato, il testo sarà licenziato in 72 ore, senza dover tornare in Giunta. Per le imprese agricole pugliesi ferite dal batterio, è il rush finale più atteso.