21 anni dopo la tragedia aerea di Capo Gallo: il ricordo delle 16 vittime pugliesi
Le mani che si stringono ancora una volta nel dolore, il minuto di silenzio e una corona d’alloro posata per far sì che delle vittime innocenti non vengano mai dimenticate. La città di bari si è fermata ancora una volta nel ricordo delle 16 persone che persero la vita quel maledetto 6 agosto del 2005 quando il volo partito da Bari e diretto in Turchia a Djerba, per quella doveva essere l’inizio di una vacanza da sogno, dopo un anno di lavoro, è terminato tragicamente nelle acque di Capo Gallo a poche miglia da Palermo. Aprendo una ferita collettiva che 21 anni dopo fatica ancora a cicatrizzarsi.
In quel sabato dal caldo torrido di 21 anni fa, a bordo dell’ART72 c’erano ben 39 persone, 34 passeggeri, quasi tutti pugliesi e 5 membri dell’equipaggio. Poi però la tragedia si è materializzata a quota 23 mila piedi. I motori che si spengono uno dopo l’altro, il silenzio surreale in cabina e la corsa contro il tempo del comandante Chafik Gharby per tentare un ammaraggio disperato. Alle ore 15:25 l’impatto devastante nelle acque di Capo Gallo, che spezzò il velivolo in 3 tronconi, inghiottendo tutti. Da quell’inferno di lamiere, riuscirono a riemergere solamente 23 persone, salvate dal coraggio dei soccorritori e pescatori di mondello. 16 di loro invece non fecero mai ritorno a casa.
Dopo la commemorazione tenutasi nella parrocchia di San Sabino, nel parco di punta Perotti che ospita la stele che ricorda le 16 vittime: famiglie, superstiti e istituzioni si sono stretti ancora una volta nel tentativo di superare una tragedia che doveva essere evitata. E che invece per negligenza, superficialità ed errori umani resta ancora oggi nel cuore e nella memoria di tutta la cittadinanza. Dopo inchieste e sentenze infatti la verità è venuta a galla: su quell’aereo fu collocato per errore un indicatore di carburante progettato per un aereo più piccolo con lo strumento che segnalava i serbatoi pieni, quando in realtà l’aereo decollò praticamente a secco, senza carburante.
Al parco Perotti di Bari, di fronte al monumento che guarda proprio il mare, i familiari delle vittime, unite nell’associazione “6 agosto 2005”, si sono ancora una volta ritrovati per pronunciare quei 16 nomi con un obiettivo chiaro: far si che la memoria preservi altre vittime innocenti. Perchè 21 anni dopo il dolore per quanto avvenne in quel tratto di mare di Capo Gallo, resta nella memoria di Bari.

