Coronavirus, Puglia: scatta obbligo di mascherina all’aperto nei luoghi d’attesa
Il riferimento è nello specifico a piazzali e marciapiedi davanti agli istituti scolastici, nonché in tutti i luoghi d’attesa, salita e discesa dal trasporto pubblico.
La seconda ondata di contagi è ormai conclamata. In molte regioni ricominciano a susseguirsi nuove disposizioni, ordinanza dopo ordinanza, per tentare di contenere al massimo l’epidemia da coronavirus. Così anche in Puglia scatta l’obbligo di mascherina negli spazi all’aperto al pubblico, nonché in tutte le aree che circondano le scuole di ogni ordine e grado. Il riferimento è nello specifico a piazzali e marciapiedi davanti agli istituti e ai luoghi d’attesa, salita e discesa dal trasporto pubblico. Resta fermo l’obbligo del distanziamento fisico di almeno un metro e quello di vietare ogni tipo di assembramento.
Niente più vincoli d’orario, le vie respiratorie vanno coperte durante l’arco dell’intera giornata, ovunque non sia possibile mantenere distanza di almeno un metro e ‘continuativamente’. L’ordinanza regionale si sofferma anche sui tipi di dispositivi che si possono utilizzare, ovvero “mascherine di comunità, monouso o lavabili, anche auto-prodotte, in materiali multistrato. “L’obbligo di utilizzare le protezioni delle vie respiratorie – è precisato nell’ordinanza – non si applica: ai congiunti o conviventi; ai bambini al di sotto dei sei anni; ai soggetti con forme di disabilità non compatibili con l’uso continuativo della mascherina e ai soggetti che interagiscono con loro”.
Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha parlato di “piccole regole di sicurezza” che “vanno osservate”, dice, “per tutelare noi stessi e gli altri”. E le regole potrebbero inasprirsi ancora, stavolta a livello nazionale. Il consiglio dei ministri sta per emanare un decreto in cui probabilmente sarà imposto l’obbligo di mascherina all’aperto in tutto il Paese. Il governo sta valutando di prevedere ulteriori strette sulla movida, con l’ipotesi di coprifuoco per i locali e un limite per il numero di invitati alle feste private. L’obiettivo è agire subito e con incisività, perché i numeri sull’epidemia in tutta Italia sono tornati ai livelli dello scorso aprile, quando si era nel pieno del lockdown e della crisi sanitaria.

