Arcelor Mittal, il Tar Lecce: “Il diritto alla salute non può essere secondario rispetto alla salute”
“Per il siderurgico serve una decisione politica a breve”
Una questione tutt’altro che chiusa, nonostante lo stop alla sentenza di chiusura dell’area a caldo deciso dal Consiglio di Stato. “Il diritto alla salute, come diritto fondamentale della persona, se può tollerare una limitata compressione in ragione di un vantaggio o interesse economico produttivo di notevole rilevanza, giammai tuttavia potrà essere sacrificato fino al punto di determinare gravissime patologie e fino al sacrificio di vite umane in nome di un interesse economico, e quand’anche ritenuto di interesse strategico nazionale”. E’ uno dei passaggi chiave che il presidente del Tar Lecce, Antonio Pasca, ha fatto sulla questione ambientale relativa al siderurgico ex Ilva di Taranto, nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario. “Appare evidente che il problema ex Ilva – ha proseguito – per le implicazioni socio economiche e per la rilevanza dell’allarme sociale e del perdurante danno diffuso per la salute delle persone, necessiti di una soluzione politica e di un’azione di governo che dovrà tenere conto tuttavia dei provvedimenti giurisdizionali al fine di pervenire – con l’urgenza che il caso richiede – ad una soluzione anche delle criticità economico-produttive ed occupazionali”. “C’è un tempo per ogni cosa – ha proseguito – e forse è questo il momento più idoneo per avviare un percorso di ricomposizione del tradizionale conflitto tra ambiente/salute ed economia/industria, in una prospettiva di sviluppo ecosostenibile, che veda una tecnologia finalmente al servizio dell’uomo e per l’uomo, in attuazione delle esigenze di transizione ecologica”.

