Polo sud a Matera: la politica rimetta al centro la cultura
Matera – Si è conclusa domenica mattina, 1 Luglio, la tappa materana di Polo Sud. Idee per il futuro: il dibattito culturale itinerante organizzato da Laterza Editori. La location che ha ospitato l’evento, in quel di Matera, è stata Palazzo Lanfranchi. Primo illustro relatore ad intervenire nella Sala Levi, sabato 30 Giugno, è stato Pierluigi Sacco, professore di economia della cultura presso la Iulm di Milano; questi ha tenuto un intervento intitolato “La partecipazione culturale otto strade per lo sviluppo”. “L’Italia – ha detto Sacco – non ha ancora compreso la relazione che c’è tra sviluppo e cultura; sarebbe importante rendersi conto di questo perché quando c’è cultura c’è più innovazione; c’è meno tasso di ospedalizzazione; c’è più sostenibilità ambientale. Di conseguenza c’è più PIL. Ma in Italia – ha concluso – chi decide di politiche culturali sembra non accorgersi di tutto questo. Molto meglio di noi, in questo campo, fanno i Paesi Scandinavi e l’Europa dell’est”. Franco Cassano, professore di Sociologia dei processi culturali presso l’università di Bari, ha tenuto, invece, nel pomeriggio di sabato 29, una relazione intitolata, “La tradizione non basta: la cultura italiana tra passato e presente”.” L’Italia – ha detto – ha parlato con voce altissima fino a quando il Mediterraneo è stato al centro della storia, poi è iniziato un processo di perifericizzazione; oggi c’è la possibilità di riconnettersi al mondo, e dobbiamo coglierla. Non bisogna chiudersi ma considerare l’altro come uno stimolo per migliorare”. Stamani, 1 Luglio, invece, la relazione di Salvatore Settis, scrittore, appassionato di arte antica e politiche culturali, intitolata “La cultura come bene comune”, quel bene comune come lo intende la Costituzione. “Io credo che parlare di cultura – ha detto – sia anche un problema di legalità Costituzionale; secondo il progetto di Italia di Costituzione. La cultura è al centro e ispira la costruzione del futuro; purtroppo lo stiamo dimenticando ed invece dobbiamo ricordarci che parlare di cultura è parlare di Costituzione, è parlare di legalità; dobbiamo ripartire da qui per poter creare quel progetto di Italia del futuro che oggi ancora manca”.

