Crisi Melucci, M5S: “Nostra presenza non è questione di deleghe”. Opposizione pronta alla sfiducia

Taranto nel ciclone per la crisi politica in atto. Dopo le dichiarazioni di ieri mattina di Melucci il centrosinistra prende tempo; il M5S precisa “la nostra presenza non è questione di deleghe” e dall’opposizione “pronti a presentare la sfiducia”

L’avvento tarantino quest’anno è tutto politico. Più che per il Natale, infatti, lo stato di attesa in città riguarda la crisi dell’amministrazione Melucci. Tutto da rivedere dopo le dichiarazioni alla stampa del sindaco, recentemente passato a Italia Viva con la conseguente deflagrazione degli equilibri, evidentemente già non così solidi, di una recentissima nuova giunta. Nessuna dimissione dunque del primo cittadino, forse con la delusione di qualcuno ha detto, ma piuttosto l’apertura ai partiti per una nuova verifica di maggioranza. Tutto rinviato però, su richiesta del segretario regionale del Pd, Domenico Desantis che, secondo quanto fa sapere il Comune, presenterà un nuovo documento per conto dei partiti di centrosinistra. Annunciano invece la presentazione della mozione di sfiducia al sindaco, dall’opposizione. I consiglieri Massimo Battista di Una Città per cambiare Taranto e Luigi Abbate di Taranto senza Ilva terranno, nelle prossime ore, una conferenza stampa per lanciare un appello alla città: “Liberare Taranto dall’amministrazione Melucci”. Non ha nascosto delusione e stanchezza, il sindaco, per la terza crisi politica in cinque anni, sottolineando però la volontà, “per il bene della città – ha ripetuto più volte – e per portare avanti il progetto Ecosistema Taranto”, di aprirsi al confronto con tutti i partiti che già avevano deleghe importanti ha precisato, con i Verdi all’Ambiente; il vicesindaco e non solo del Pd e con i cinquestelle alle Società partecipate. “La nostra presenza in maggiornanza non è questione di deleghe” ha replicato il vicepresidente del M5S, Mario Turco che alla proposta di diventare vicesindaco e di gestire i Giochi del Mediterraneo risponde, “rifiuto l’offerta e vado avanti”, come nel gioco tv. Ma i giochi qui sono di palazzo e i tempi stringono in vista della seduta per l’approvazione del bilancio previsionale, fissata al 19 dicembre.