Senato, il caso da Var di Lello Ciampolillo e il falso allarme sulla defezione di Carmela Minuto

Pugliesi protagonisti nella seduta che ha regalato la fiducia al governo Conte

In molti hanno invocato analogie con il Var, visto che ormai la politica assomiglia sempre più al calcio, bagarre degli ultimi minuti inclusa. L’intervento in zona Cesarini di Lello Ciampolillo, senatore ex Cinque Stelle di ritorno e soprattutto barese, ha scatenato la rete con una serie di meme da Morgan a Sanremo a Una Poltrona per due. Dove fosse finito nessuno lo sa, ma per fortuna sua e del collega Nencini, fuggito dalle schiere renziane, il suo voto a favore del Governo Conte è risultato valido dopo il controllo delle registrazioni nell’aula del Senato. Un personaggio particolare, che in questi anni si è distinto soprattutto per posizioni curiose, come quando prese la residenza su un ulivo per salvarlo dall’eradicazione a causa della Xylella, che per lui tra l’altro si poteva curare con il sapone, alla contrarietà nei confronti dei vaccini, messa da parte in fase Covid, fino all’espulsione dai Cinque Stelle a fine gennaio 2020 per non aver restituito parte dei guadagni da parlamentare al Movimento come sa statuto. Stesso peccato originale di Maurizio Buccarella, altro pugliese rientrato in maggioranza, che era stato messo alla porta all’indomani delle elezioni del 2018 per lo stesso motivo. Resta invece dalla parte dei contrari a Conte la senatrice molfettese Carmela Minuto, legata sentimentalmente al capogruppo della Lega in Consiglio regionale pugliese Davide Bellomo, anch’ella scomparsa dai radar del suo gruppo per qualche ora e poi rientrata nei ranghi. Almeno fino alla prossima crisi.