Caporalato a Bari. La Procura chiude le indagini sul caso dei bagnini sfruttati. Quattro gli indagati
Arriva l’epilogo per il caporalato nei lidi del Barese. La Procura di Bari ha chiuso le indagini nei confronti di quattro persone accusate a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento del lavoro. Si tratta di Christian Calabrese, Giovanni Paolino, indicato come reclutatore dei bagnini, Oriana Medolla, che avrebbe gestito una contabilità parallela, e il consulente del lavoro Amedeo Francesco Persi, accusato di aver predisposto documentazione non a norma. L’inchiesta partita lo scorso 17 luglio è stata condotta dai finanzieri del Roan di Bari e coordinata dal pm Giuseppe Dentamaro. Secondo l’accusa, circa 10 bagnini sarebbero stati formalmente retribuiti con 9,19 euro lordi all’ora, salvo poi essere costretti a restituire in contanti somme comprese tra 2 e 5 euro l’ora. I fatti secondo quanto emerso dalle indagini si sarebbero verificati tra il 2024 e parte dell’estate 2025. Contestata anche al Gruppo Ideazione Srl la responsabilità amministrativa per la mancata adozione di adeguati modelli organizzativi per prevenire i reati.

