Ecomafie 2026, Puglia terza in Italia per reati ambientali e prima per incendi
Rapporto Ecomafia 2026 di Legambiente: Puglia terza in Italia per reati ambientali e prima per incendi
E’ un triste gradino più basso del podio del podio quello sul quale sale la Puglia: il Tacco d’Italia è infatti al terzo posto nella classifica nazionale delle illegalità ambientali. 3.601, per l’esatezza, pari al 10,1% del totale
italiano. I dati sono contenuti nel rapporto Ecomafia 2026 di Legambiente. Tre province, in particolare, sono fra le prime dieci: Bari è sesta con 985 reati, Lecce ottava con 847 (oltre il 30% in più rispetto al 2024) e Foggia nona con 838 (con un incremento del 16,6% rispetto all’anno precedente. Lecce è inoltre seconda in Italia per illeciti amministrativi, con 3.408 contestazioni. La regione risulta inoltre prima per reati legati agli incendi boschivi e di vegetazione con 611 casi e 8.152 ettari bruciati. Anche nel ciclo illegale dei rifiuti la Puglia risulta terza a livello nazionale, mentre è seconda nel ciclo del cemento. Sul fronte della corruzione connessa ad attività a impatto ambientale, tra il primo maggio 2025 e il 30 aprile scorso sono state censite nella regione 7 inchieste, quarto dato regionale, e 53 arresti, terzo dato italiano. Venendo agli incendi boschivi, in provincia di Foggia sono stati contestati 254 reati, secondo dato provinciale italiano. Per gli illeciti amministrativi relativi agli incendi, Foggia e Lecce sono a quota 364 ciascuna, Bari a 348 e Taranto a 224. “Servono più controlli coordinati, strumenti investigativi e impianti sicuri – spiega Daniela Salzedo, presidente di Legambiente Puglia – contro l’abusivismo edilizio occorrono risorse e demolizioni effettive. Chiediamo il pieno recepimento delle norme europee a tutela penale dell’ambiente e un impegno stabile delle istituzioni sul territorio”. Legambiente Puglia propone, infine, alla Regione la sottoscrizione di un protocollo d’intesa per la creazione di un presidio permanente di osservazione sulla legalità ambientale in Puglia, da sviluppare in raccordo con l’Osservatorio legalità.

