Ponte Trigno, ancora nessuna traccia di Domenico Recanati. Nuovo appello della figlia
Nuovo appello della figlia di Domenico Racanati, l’uomo scomparso in Molise dopo il crollo del ponte Trigno. “Voi volete un nuovo ponte, noi vogliamo mio padre” scrive sui social
Dopo cinque mesi, il vuoto. Di Domenico Racanati, il cinquantatreenne di Bisceglie inghiottito dal crollo del ponte sul fiume Trigno lo scorso due aprile, non c’è ancora nessuna traccia. L’ultima speranza si è spenta nelle scorse ore, quando i controlli del magnetometro nell’alveo del fiume hanno dato esito negativo. Lì sotto, Domenico non c’è. La famiglia però non si arrende. Esclusa l’ipotesi del fiume, l’attenzione si sposta ora sull’unica, vera e ingombrante incognita: le tonnellate di cemento armato ancora ammassate sul fondo. Per la moglie Vanessa e la figlia Angelica, Domenico potrebbe essere rimasto incastrato proprio lì, sotto le macerie del viadotto. “Mino non è un numero, è un marito e un padre. Voi rivolete il vostro ponte, ed è comprensibile. Ma noi rivogliamo lui. Prima di pensare a ricostruire, dobbiamo sapere se mio marito è lì sotto”. Una richiesta che unisce il dolore alla ricerca della verità. La rimozione del ponte crollato, spiegano i familiari, non serve solo a restituire una risposta a chi lo ama, ma è fondamentale per l’inchiesta. Bisogna fare presto, ma con la massima cautela: per accertare le responsabilità del disastro, i resti del viadotto vanno trattati come prove. Il ponte può essere rimosso, la verità no.

