Incendio e ricettazione, sette imputati a Bari tra cui un carabiniere
Tre incendi dolosi (uno aggravato dal metodo mafioso), ricettazione, riciclaggio, frode assicurativa, favoreggiamento personale e falso ideologico commesso da pubblico ufficiale. Sono i reati contestati a vario titolo dalla Dda di Bari a sette persone, tra le quali un carabiniere. I fatti risalgono al biennio 2015-2017. L’imputato principale è il 59enne Antonio Rizzi, custode giudiziario, titolare di un bar nel centro di Bitonto e impegnato nell’attività di recupero mezzi con carro attrezzi. Le accuse a carico del carabiniere coinvolto, Vincenzo Ciaccia, in servizio a Molfetta sono ricettazione per aver ricevuto parti di un’auto rubata, averli rimontati su un’altra di sua proprietà, poi venduta a un ignaro acquirente (a cui, nel frattempo, l’auto è stata sequestrata dagli inquirenti). Il militare è attualmente indagato anche in un’altra inchiesta per il reato di tentata estorsione.
Nell’udienza di oggi dinanzi al Tribunale di Bari, sono stati ascoltati alcuni testimoni dell’accusa. Antonio Rizzi è considerato dal pm della Dda Fabio Buquicchio il mandante di tre incendi dolosi ordinati per eliminare la concorrenza ai danni di un’officina e di un bar di Bitonto (quest’ultimo dato alle fiamme due volte). Per l’accusa, l’esecutore materiale delle fiamme sarebbe stato il nipote di Rizzi, il 38enne Tommaso Rizzi.

