Potenza, vendevano titoli di studio falsi: due arresti
Oltre 170 i destinatari degli attestati contraffatti riprodotti
Avrebbero contraffatto e venduto attestazioni formative e certificazioni scolastiche «arrecando un danno patrimoniale astratto alla pubblica amministrazione e all’efficienza didattica del sistema “scuola” nazionale». Con questa accusa, nel Potentino, due persone sono state poste agli arresti domiciliari dalla Guardia di Finanza. L’ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal gip presso il Tribunale di Potenza, su richiesta della Procura della Repubblica. Secondo le indagini, i due avrebbero relativamente promosso corsi fittizi e prodotto graficamente le attestazioni, in apparenza rilasciate da «note università, soprattutto telematiche, nonché da enti di formazione regolarmente autorizzati dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, senza che vi fosse stato, nella maggior parte dei casi, l’effettivo svolgimento dei relativi corsi e il sostenimento degli esami di valutazione». Il modus operandi per la produzione degli attestati falsi era semplice: prendere un titolo originale e procedere con «l’integrale riproduzione nelle sue caratteristiche essenziali, variandone, ovviamente, i soli dati anagrafici». Le indagini hanno accertato che i titoli contraffatti sarebbero stati venduti a oltre 170 persone nel circondario del Potentino, tra «conseguimento di abilitazioni, qualifiche professioni o certificazioni» per un totale di «339 titoli formativi ritenuti falsi, di cui una significativa parte sottoposti materialmente a sequestro». Emblematico il caso di un certificato di conoscenza della lingua inglese rilasciato a «varie decine di candidati» e contraddistinto da un unico numero identificativo, da una stessa data e con gli stessi risultati di valutazione. I principali destinatari dei titoli falsi erano docenti «in procinto di presentare o aggiornare il proprio curriculum da presentare prevalentemente a enti scolastici per accedere a posti di insegnante».

