Inchiesta Erchie: coinvolto anche Leonardo Palmisano che risponde: “Qualcuno vuol far cadere il comune nell’indifferenza”
Si allarga l’inchiesta che ha travolto negli scorsi giorni l’amministrazione comunale di Erchie e che vede coinvolto ora anche il sociologo barese Leonardo Palmisano
Si allarga a macchia d’olio l’inchiesta della procura di Brindisi che ha coinvolto, negli scorsi giorni, il Comune di Erchie e nella quale sono indagate 8 persone, a partire dal sindaco dimissionario Pasquale Nicolì e dell’assessora Pamela Malechì, per i reati di concussione, abuso d’ufficio, falsità ideologica, induzione a dare e atti persecutori ai danni di un ex funzionario comunale. L’inchiesta ruota intorno ad una delibera con cui, nel febbraio del 2021, la giunta ha revocato l’incarico al dirigente responsabile dell’area Servizi alla Città e tra le sue maglie vede anche la conferma dell’accusa nei confronti del titolare dei lavori pubblici, ai domiciliari, di violenza sessuale nei confronti di una ragazza che svolgeva servizio civile. Un fascicolo che, allargandosi a macchia d’olio, arriva sino alla gestione della biblioteca comunale e tocca anche il sociologo barese Leonardo Palmisano, fondatore del festival Legalitria, accusato di concorso anomalo in concussione con l’assessore ai Servizi sociali. Quest’ultima, secondo la Procura, avrebbe forzato “mediante minacce implicite di demansionamenti o atti vessatori” il segretario comunale a “dare indebitamente alla cooperativa Radici Future, legalmente rappresentata da Palmisano” un’utilità costituita dalla “gestione della biblioteca” del Comune attraverso affidamento diretto. “Tutto sarà chiarito nelle sedi opportune perchè la fiducia nella giustizia e nel diritto resta immutata – ha detto Palmisano – tuttavia per questioni morali non posso risparmiarmi una riflessione: ho la sensazione che qualcuno, o meglio qualcosa (un sistema forse?) – prosegue – abbiamo voluto far cadere di nuovo Erchie nell’indifferenza e nell’invisibilità. Avevamo iniziato un invidiabile percorso di crescita civile. Abbiamo fatto questo, come è giusto, intorno ai luoghi della lettura e dell’ascolto, della formazione e della cultura. Questo adesso non c’è più”, ha detto il sociologo barese.

