La Procura non impugna ordinanza di interdizione per Sannicandro. Scongiurata l’ipotesi domiciliari
La Procura di Bari non ha impugnato l’ordinanza di sospensione dai pubblici uffici per un anno di Elio Sannicandro, ex direttore generale di Asset, commissario per il dissesto idrogeologico e direttore del comitato organizzativo dei giochi del Mediterraneo Taranto 2026, indagato per corruzione. Inizialmente i pm, Savina Toscani e Claudio Pinto, avevano chiesto al giudice l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari. Il Gip ha invece disposto l’interdizione. Essendo scaduti i termini di legge per l’impugnazione l’ipotesi degli arresti è stata dunque scongiurata. Sannicandro è accusato di aver ricevuto tangenti per 65mila euro da un imprenditore di Lucera e da sua figlia, Antonio e Marilisa Di Carlo, per pilotare la spartizione degli appalti relativi a opere pubbliche in vari comuni pugliesi. Nelle scorse settimane, l’avvocato della difesa, Michele Laforgia, ha presentato un appello al Tribunale del riesame per chiedere la revoca anche dell’interdizione dai pubblici uffici giudicando assenti i gravi indizi di colpevolezza. Il Tribunale intanto ha accolto il ricorso dell’imprenditore, inizialmente sottoposto alla misura cautelare del carcere e ora invece dei domiciliari, e della figlia disponendo per lei l’obbligo di dimora.

