Seu, quarto caso in Puglia: ricoverata all’Ospedaletto di Bari una bambina di due anni

L’entrata dell’Ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari, 5 febbraio 2013.
ANSA/LUCA TURI
Un nuovo caso di Seu in Puglia, il quarto del 2018, ma questa volta sarebbe meno grave di quello che la scorsa settimana ha portato alla morte di una bambina di 13 mesi di Lucera, nel foggiano. Una bambina di due anni è ricoverata da sabato scorso nell’ospedale ‘Giovanni XXIII’ di Bari con sintomi inequivocabili da sindrome emolitico uremica. I medici assicurano che la piccola “non è in pericolo di vita” ed evidenziano che “non c’è emergenza”, ma la Regione Puglia sarebbe pronta a lanciare un piano rafforzato di controlli sulla filiera alimentare e sull’ambiente per scongiurare i focolai di infezione. Gli specialisti ricordano che la Seu è una complicanza di un’infezione intestinale batterica, trasmessa soprattutto per via alimentare ma anche per contatto con animali infetti o ambiente contaminato, che nei casi più gravi può portare alla morte. La causa va ricercata soprattutto nel latte non pastorizzato (e nei suoi derivati), ma anche – ad esempio – negli insaccati «artigianali» e nelle verdure irrigate con l’acqua contaminata. A far accendere il campanello d’allarme è la presenza di sangue nelle feci: non a caso la diagnosi di gastroenterite emorragiche fa scattare il protocollo messo a punto dalla Regione, che prevede l’effettuazione di analisi sui campioni per verificare la presenza di Vtec, la verocitotossina prodotta dall’Escherichia Coli che può evolversi in Seu.

