Inchiesta Fenice: pm chiede condanne da uno a sei anni
Il pm di Potenza ha chiesto pene comprese tra uno e sei anni di reclusione per alcuni degli imputati nel processo sul presunto inquinamento provocato dal termovalorizzatore dei rifiuti “Fenice” di Melfi (Potenza), su cui indagò la Procura del capoluogo lucano nel 2011. Nella vicenda furono coinvolti i vertici dell’Arpab dell’epoca, alcuni dipendenti dell’Agenzia, e alcuni dirigenti dell’impianto e della Regione: le indagini riguardarono un presunto inquinamento delle falde acquifere nell’area del termovalorizzatore, i cui dati non furono comunicati – secondo i magistrati – dall’Arpab agli enti pubblici lucani. Le accuse rimaste in piedi (alcuni capi d’imputazione sono prescritti) sono di disastro ambientale, omissione di atti d’ufficio, falso e truffa.

