Ex Ilva, attesa per Milano. I sindacati incalzano il Governo

Ex Ilva, giorni decisivi tra il pronunciamento atteso da Milano e la richiesta dei sindacati di un nuovo confronto a Palazzo Chigi

La vertenza ex Ilva entra in una fase sempre più serrata, tra il pronunciamento atteso da Milano e la pressione sindacale sul Governo. La Corte d’Appello si è riservata sulla richiesta di sospendere l’efficacia del provvedimento che impone lo stop dell’area a caldo dello stabilimento di Taranto entro la fine di ottobre.
L’udienza, durata oltre due ore e svoltasi il 9 settembre, ha riguardato l’istanza presentata dalle amministrazioni straordinarie di Ilva e Acciaierie d’Italia contro il decreto del 27 luglio. In attesa della decisione dei giudici resta dunque efficace il termine previsto per lo spegnimento. Il pronunciamento sulla sospensiva potrebbe arrivare nei prossimi giorni, mentre il 16 settembre è indicato come data per l’avvio delle procedure necessarie allo stop degli impianti.

Sul fronte sindacale, Fim, Fiom e Uilm nazionali tornano intanto a sollecitare l’Esecutivo: «Non c’è più tempo da perdere». Dopo il confronto dell’8 settembre a Palazzo Chigi, il Governo ha chiesto due giorni di tempo per fornire risposte sul Piano straordinario nazionale di messa in sicurezza e rilancio dell’ex Ilva, presentato dalle tre organizzazioni sindacali il 4 agosto al Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Negli stabilimenti del gruppo e nelle aziende dell’indotto proseguono assemblee e confronti, dai quali emerge una crescente preoccupazione per il futuro occupazionale. I sindacati ribadiscono che non saranno accettate soluzioni che scarichino sui lavoratori le conseguenze della crisi.

Fim, Fiom e Uilm chiedono quindi risposte risolutive e attendono, nei tempi concordati, una nuova convocazione del tavolo permanente a Palazzo Chigi.

La prossima settimana si annuncia dunque particolarmente delicata: alla decisione della magistratura milanese potrebbe affiancarsi un nuovo passaggio politico con il Governo. Due piani, giudiziario e industriale, destinati a incrociarsi mentre si restringono i tempi per definire il futuro produttivo e occupazionale dell’ex Ilva