CallMat, UGL Matera: “TIM e MIMIT intervengano sulla Basilicata”

Il segretario provinciale dell’UGL Matera, Pino Giordano, è intervenuto sulla vertenza dell’azienda CallMat, richiamando le recenti dichiarazioni dell’amministratore delegato di TIM Pietro Labriola e lanciando un appello alle istituzioni e al committente strategico.

Se a livello nazionale si stimano forti criticità per la gestione del personale nei prossimi 18 mesi, Giordano evidenzia che “CallMat è oggi il caso che ci preoccupa maggiormente per la dimensione occupazionale e per il ruolo del sito di Matera”, sottolineando come la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione possa rappresentare una potenziale occasione per valorizzare le professionalità esistenti. In questo scenario, il sindacalista ha espresso apprezzamento per gli sforzi compiuti dall’azienda e dal personale, ricordando che “l’azienda sta sostenendo sacrifici enormi per mantenere il sito di Matera e salvaguardare 350 posti di lavoro” e che dietro questa realtà “ci sono persone, famiglie, competenze e futuro”.

L’UGL rivolge quindi un richiamo diretto a TIM e al Ministero delle Imprese e del Made in Italy affinché “prendano in mano la questione Basilicata e la considerino per quello che è, una necessità occupazionale e industriale che riguarda un intero territorio”. L’obiettivo è evitare che si arrivi impreparati alla data del 31 dicembre 2026, scadenza che “non può trasformarsi in una spada di Damocle sulla testa di 350 lavoratori e delle loro famiglie”.

Per costruire soluzioni concrete per la sede lucana, Giordano valorizza l’iniziativa già avviata dall’assessore regionale Francesco Cupparo e invita a coinvolgere anche l’assessore Cosimo Latronico, proponendo di sfruttare le leve del PNRR e della sanità digitale per la riconversione delle competenze: “Il 31 dicembre 2026 non può essere il giorno in cui inizieremo a chiederci cosa sarà di CallMat. Deve essere la data entro la quale avremo già costruito una prospettiva”.