Pasta, Coldiretti approva gli spot Masaf: “Fermare i trafficanti di grano e fare chiarezza negli scaffali”

Coldiretti ha espresso il proprio sostegno agli spot promozionali realizzati dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (Masaf) dedicati alla valorizzazione della pasta prodotta con grano 100% italiano e alla corretta lettura delle etichette. L’organizzazione agricola sottolinea come l’iniziativa rappresenti un importante passo avanti per tutelare la trasparenza verso i consumatori e proteggere il reddito degli agricoltori nazionali.

Nonostante la crescita del fatturato dell’industria pastaria italiana — passato dai 3,5 miliardi di euro di vent’anni fa agli oltre 7 miliardi attuali —, una quota consistente della produzione continua a fare ricorso a materie prime d’importazione, in particolare grano canadese essiccato con glifosato, sostanza la cui applicazione in preraccolta è vietata nell’Unione Europea. Coldiretti ha peraltro sollecitato il Ministro Francesco Lollobrigida a proseguire lungo la strada intrapresa, proponendo la creazione di corsie o spazi dedicati alla pasta 100% italiana nella Grande Distribuzione Organizzata (GDO), l’indicazione chiara nei punti vendita dell’origine estera del grano e il potenziamento dei controlli con tecnologie avanzate per la tracciabilità delle merci alle frontiere e nei porti.

Sull’impatto degli spot ministeriali e sulla difesa della produzione agricola nazionale, i rappresentanti di Coldiretti hanno sottolineato: «La messa in onda degli spot sulla pasta è una grande operazione verità che può dare ossigeno ad una filiera asfissiata dai comportamenti speculativi di quelli che chiamiamo trafficanti di grano. Importiamo soprattutto grano canadese, essiccato con il glifosato, molecola considerata da molti studi potenzialmente cancerogena. Lasciare che il consumatore possa scegliere se consumare un grano essiccato chimicamente o uno lasciato maturare al sole è il minimo: al cittadino va restituita la certezza che quello che acquista corrisponda alle proprie intenzioni. Per questo esortiamo il Ministero a portare avanti questa intuizione con ulteriori passi, chiedendo più controlli sull’origine dei prodotti e la creazione di spazi dedicati al 100% italiano nella grande distribuzione».