Pomodoro da industria in Puglia, Coldiretti: annata a rischio tra costi in aumento e incertezza sui prezzi
Filiera sotto pressione nel Centro-Sud: +50% dei costi, superfici in crescita e trattative ancora aperte sul prezzo
Annata complessa per il pomodoro da industria, con un quadro definito da Coldiretti Puglia come ad alto rischio per la tenuta della filiera nel Centro-Sud.
A pesare sono soprattutto i costi di produzione, aumentati fino al 50% anche per effetto dei rincari energetici e delle tensioni internazionali, insieme a un incremento delle superfici coltivate stimato intorno al 20%. Una combinazione che rischia di creare squilibri tra offerta e domanda.
Nel Nord Italia è stato già raggiunto un accordo sul prezzo del pomodoro, con valori inferiori rispetto allo scorso anno. Nel Centro-Sud, invece, le trattative sono ancora aperte e l’incertezza resta alta per gli agricoltori.
In Puglia la situazione ha un peso particolare: la provincia di Foggia rappresenta il principale polo produttivo del Mezzogiorno, con circa 3.500 produttori, 32mila ettari coltivati e una produzione che raggiunge i 20 milioni di quintali.
Coldiretti segnala anche il ritardo nei trapianti a causa del maltempo e il rischio che, con una raccolta concentrata, l’offerta possa superare la capacità di lavorazione dell’industria, comprimendo ulteriormente i prezzi.
Sul fondo resta la frammentazione della filiera nel Centro-Sud, che rende più difficile la definizione di accordi stabili tra agricoltori e industria.

