In Basilicata 30 milioni per riqualificare l’ex zuccherificio di Policoro
Sarà un centro di ricerca e innovazione dedicato al tema della povertà energetica
La Regione Basilicata entra nel partenariato come soggetto proponente, soggetto attuatore e stazione appaltante del progetto “SI FA – Società & energia: il Futuro della Basilicata”, “per garantire una gestione efficace e una governance istituzionale solida dell’intervento”. Ne ha dato notizia attraverso l’ufficio stampa della giunta regionale, l’assessore regionale Cosimo Latronico. L’intervento, finanziato con 30 milioni interamente dal Dipartimento per le Politiche di Coesione nell’ambito degli ecosistemi dell’innovazione al Sud, consentirà la riqualificazione e la rigenerazione dell’ex zuccherificio di Policoro (Matera) che sarà trasformato in un centro di ricerca e innovazione dedicato al tema della povertà energetica. “Il progetto – ha spiegato l’assessore – ha un valore rilevante perché si colloca nel quadro degli ecosistemi dell’innovazione. Realizziamo un centro dedicato all’innovazione nel campo della povertà energetica, un ambito strategico sia sul piano sociale che su quello economico”.
Il sindaco di Tito (Potenza), Fabio Laurino ha chiesto “chiarezza sulla vicenda del progetto di recupero dell’ex zuccherificio di Policoro, annunciato dall’assessore regionale Latronico, finanziato interamente dal Dipartimento per le Politiche di Coesione nell’ambito degli ecosistemi dell’innovazione al Sud, con un ruolo centrale della Regione Basilicata”. “Si tratta – è scritto in una nota dell’amministrazione comunale – della stessa misura del progetto ‘Green Digital Hub’, promosso dal Cnr Basilicata e da realizzarsi nell’area industriale di Tito, classificatosi primo e per cui la Regione Basilicata ha già sostenuto delle spese di validazione ma non ha garantito quella quota di cofinanziamento, sempre annunciata, necessaria per il suo avvio”. “Abbiamo chiesto più volte, come consiglio comunale, chiarimenti al Presidente Bardi, ma nessun chiarimento è mai giunto. Per l’ennesima volta assistiamo a metodi poco rispettosi sul piano istituzionale e poco rispettosi nei confronti di una comunità che, da anni, chiede il rilancio della propria area industriale”.

