Ex Ilva, le richieste dell’indotto al Governo: “No alla desertificazione industriale”
Ieri tavolo al governo anche per i rapprentanti dell’indotto. si chiedono garanzie sui crediti e azioni concrete per rilanciare le imprese: “la ripartenza dell’Ilva deve passare per le imprese in appalto”
Se per i sindacati metalmeccanici l’amministrazione straordinaria era ed è l’unica strada possibile, soprattutto perché pone Mittal fuori dai giochi una volta per tutte e perché sarà un passaggio prima di intercettare nuove partnership industriali, i rappresentanti dell’indotto avrebbero invece scongiurato volentieri il commissariamento. Ieri, tavolo al Governo anche per loro. Preso atto della decisione, Fabio Greco, presidente di Aigi, associazione che rappresenta la maggior parte delle imprese in appalto all’ex Ilva, ha presentanto un documento tecnico al Governo illustrando la gravità della situazione e suggerendo “una serie di misure finalizzate a contenere gli effetti devastanti che il commissariamento potrebbe determinare sulla scorta della drammatica esperienza già vissuta nel 2015, costata all’indotto ben 150 milioni di euro”. Aigi inoltre ha già chiesto di incontrare il commissario, non appena sarà nominato. Chiederà “l’applicazione dell’art 68 della legge Prodi che prevede che il commissario straordinario possa concedere acconti alle aziende creditrici, consentendo loro di tornare a lavorare, mitigando i numeri della cassa integrazione”. La ripartenza deve passare per l’indotto, o “si rischierà la desertificazione industriale del territorio”. Le altre proposte sono “l’istituzione di un tavolo con gli istituti bancari per ottenere i crediti subito dopo la conversione in legge del decreto…il recupero immediato dell’Iva e la sospensione di tributi, mutui e oneri finanziari”. Al tavolo, anche Casartigiani. Il presidente Stefano Castronovo pure ha insistito “nel chiedere che si perfezionino le misure a favore dell’indotto”, con “l’istituzione di un fondo ad hoc per dare ossigeno alle imprese, la sospensione del pagamento degli oneri previdenziali, contributivi e dell’IVA, per garantire il DURC, documento unico di regolarità contributiva, alle imprese”.

