Coldiretti, pensioni basse in Puglia: “Un terzo non arriva a fine mese”

Coldiretti Puglia: “La presenza degli anziani all’interno della famiglia è stata fondamentale durante la crisi economica determinata dalla pandemia”

 

Un dato allarmante, più di 1 pensionato su 3 (37,8%) finirà i soldi e si ritroverà senza risparmi per pagare cibo, riscaldamento e debiti vari entro l’autunno innescando una bomba sociale.

 

È quanto emerge da una elaborazione dell’Unione europea delle cooperative (Uecoop) su dati Bankitalia in riferimento al crollo del Pil in Italia nel 2020, diffusa nel corso del consiglio direttivo dei pensionati di Coldiretti Puglia, a cui ha partecipato il presidente nazionale Giorgio Grenzi. “La presenza degli anziani all’interno della famiglia in generale, – sostiene Coldiretti Puglia – e di quella agricola in particolare, è stata considerata come una forma arcaica da superare mentre con la crisi si sta dimostrando fondamentale per affrontare le difficoltà economiche e sociali di molti cittadina”.

 

“In Puglia sono circa 210 mila pensionati dei lavoro autonomo – 63 mila coltivatori diretti, 73 mila artigiani ed altrettanti commercianti – con un’altissima percentuale di pensioni integrate al minimo che non superano i 515 euro al mese – ha aggiunto il Presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia – che stanno vivendo un momento di grande difficoltà, ma che, nonostante tutto, sono impegnati nel presidio territoriale nelle aree rurali. La crisi generata dagli effetti del coronavirus ha peggiorato la situazione degli anziani a basso reddito, con un esercito di nuovi poveri di circa 1/3 che è rappresentato da uomini e donne con più di 65 anni – aggiunge Coldiretti – che non possono pagarsi un pasto completo o le bollette di luce e riscaldamento”. Da qui la necessità di intervenire per recuperare il potere di acquisto delle pensioni più basse eliminando “ogni forma di discriminazione fra lavoratori dipendenti ed autonomi anche per quanto attiene gli assegni familiari”.