Commissari ex Ilva: “Chiesto ok per negoziare con Baku”
Domani udienza preliminare del maxi processo ‘Ambiente svenduto’
I commissari straordinari di Acciaierie d’Italia in As e di Ilva in As informano in una nota di aver trasmesso al Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
“Una richiesta di autorizzazione per avviare una negoziazione in via preferenziale con il consorzio azero guidato da Baku Steel Company CJSC e Azerbaijan Investment Company OJSC”. La notizia era stata anticipata dal ministro delle imprese e made in Italy Adolfo Urso. “La decisione – aggiungono i commissari – è maturata al termine di un’attenta e approfondita analisi delle offerte di rilancio pervenute. Il processo di selezione ha valutato diversi fattori, tra cui la solidità finanziaria dei candidati, la sostenibilità industriale delle rispettive proposte ed I benefici in termini di occupazione e per le comunità locali”. I commissari straordinari di Acciaierie d’Italia in As e di Ilva in As sottolineano che “nel rispetto della complessità della trattativa per il futuro del polo siderurgico, il processo di negoziazione si svolgerà con la necessaria riservatezza, garantendo la tutela degli interessi industriali, occupazionali e sociali coinvolti”.
Intanto venerdì 21 marzo, alle ore 9.30, e’ prevista l’udienza preliminare del maxi processo “Ambiente svenduto”, sul presunto inquinamento dell’ex Ilva di Taranto. Il processo – che è stato trasferito a Potenza dopo l’annullamento pronunciato dalla Corte d’Assise d’Appello di Taranto (sezione distaccata di Lecce) della sentenza di primo grado con le 26 condanne inflitte a maggio 2021 – ripartirà da zero e vedrà coinvolti 23 imputati, tra i quali l’ex governatore pugliese Nichi Vendola e tre società, e tre responsabili civili: la Regione Puglia, la “Riva Forni elettrici spa” e la “Partecipazioni industriali spa in as”. Le persone offese sono 282, tra le quali i 258 proprietari di unità abitative e di altri edifici dell’area dell’ex Ilva, undici proprietari di allevamenti e un pescatore-mitilicoltore. Il Tribunale di Potenza ha disposto che le udienze si svolgano in tre aule del secondo piano, collegate in videoconferenza.

