Brindisi, vertice in Prefettura sulle aggressioni ai sanitari. L’Ordine dei Medici: “Ogni episodio va denunciato”

Si è svolto presso la Prefettura di Brindisi un incontro istituzionale dedicato alla prevenzione e al contrasto del fenomeno delle aggressioni ai danni degli operatori sanitari nei presidi ospedalieri e territoriali della provincia. Il vertice, presieduto dal Prefetto Guido Aprea, ha visto la partecipazione del Questore, dei Comandanti provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, unitamente ai rappresentanti dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri e dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Brindisi.

Durante il confronto è stata evidenziata la criticità legata alla mancata segnalazione formale di molti episodi di violenza verbale o fisica commessi ai danni del personale di turno. La carenza di querele o segnalazioni ufficiali altera la rilevazione statistica del fenomeno e ostacola la pianificazione dei servizi di sicurezza preventiva. Nell’ambito della riunione, la Questura ha richiamato la necessità che l’ASL Brindisi dia piena esecuzione ai protocolli di sicurezza d’intesa siglati tra gli enti e attivi l’organizzazione dei percorsi formativi per la gestione del rischio e la gestione delle situazioni conflittuali, in linea con quanto previsto dalla Raccomandazione n. 8 del Ministero della Salute.

In merito alle determinazioni assunte al tavolo prefettizio, all’assistenza legale garantita ai medici e all’applicazione delle tutele penali previste dalla legge, il Presidente dell’Ordine dei Medici della provincia di Brindisi, Arturo Antonio Oliva, ha dichiarato: “Ringraziamo il Prefetto e le Forze dell’Ordine per la costante attenzione. Il messaggio ai colleghi è chiaro: ogni aggressione va denunciata, poiché un episodio non segnalato indebolisce la tutela collettiva. Il quadro normativo ha introdotto strumenti efficaci come l’arresto in flagranza differita, ma la loro applicazione richiede che i fatti emergano formalmente. Chiediamo all’ASL Brindisi di dare piena attuazione al protocollo sottoscritto con la Questura e di avviare le attività formative concordate. L’Ordine sosterrà gli iscritti in ogni fase e continuerà a costituirsi parte civile nei procedimenti penali contro gli autori delle aggressioni”.