Cinque francobolli per raccontare le bellezze del Parco Nazionale Alta Murgia
In tempi in cui tutto diventa immediato e digitale, acquisisce valore il fascino d’altri tempi della posta ordinaria. Le lettere, scritte con carta e penna, e che per essere spedite non hanno bisogno di un clic, ma di un francobollo. Sono piccoli pezzi di carta che spesso racchiudono bellezze ed eccellenze di un territorio e che fanno gola ai collezionisti di tutto il mondo. È questo il caso dei cinque francobolli emessi per sottolineare gli aspetti più caratteristici del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, istituito nel 2004 per tutelare un territorio di 68mila ettari estesi nelle province di Bari e Bat in Puglia. I francobolli sono racchiusi in un foglietto (stampato in 200 mila esemplari) e mostrano alcune località’ famose del parco. C’è la Cava Pontrelli, sulla cui superficie sono impresse oltre
25.000 impronte di dinosauri vissuti all’incirca 85 milioni di anni fa; poi la Grotta di Lamalunga, che custodisce i resti scheletrici di un esemplare dell’Uomo di Neanderthal vissuto tra 130mila e 190mila anni fa, incastonati nelle concrezioni calcaree di un cunicolo sotterraneo; le Miniere di bauxite di Spinazzola, che attraggono visitatori per le vivaci sfumature dei depositi di terra rossa e che, scoperte all’inizio degli anni Trenta, tra gli anni Cinquanta e gli Ottanta furono sfruttate per estrarre minerali e ricavarne l’alluminio; e non potevano mancare il Pulo di Altamura e il Pulicchio di Gravina, due imponenti fenomeni carsici; sono infatti tra le più grandi doline da crollo esistenti in Italia, originate dalla forza dell’acqua che ha formato profonde cavità nel terreno. Come ricorda il presidente del Parco, Francesco Tarantini, nel bollettino illustrativo dell’emissione, ”la bellezza dei siti geologici si accompagna al silenzio dei pascoli, dei campi ricamati da muretti a secco e dei manufatti rurali, custodi di un legame antico tra l’uomo e la terra”. “Qui ogni elemento – conclude Tarantini – si intreccia con l’attività di contadini e pastori che hanno costruito jazzi, specchie, neviere, chiese rupestri e maestose masserie, che sorgono sui tratturi della transumanza”.

