La Banca popolare del Mezzogiorno ha incontrato la stampa

Le sedi di Crotone e Matera della BpMezz (foto Gruppo BpER)
MATERA – La riorganizzazione avviata dalla Banca Popolare del Mezzogiorno, e che prevede il trasferimento da Matera a Crotone delle funzioni amministrative della direzione generale nei settori credito e commerciale, è stata decisa per far fronte in modo efficace alle esigenze dei territori, delle imprese e delle famiglie, in una situazione di crisi economica senza precedenti, e per recuperare quote di mercato. E’ questa la risposta dei vertici dell’istituto di credito alle sollecitazioni a desistere da questa decisione, giunte negli ultimi giorni dal mondo istituzionale e di rappresentanza imprenditoriale locale, per evitare un ulteriore depauperamento del territorio materano, dopo la protesta avviata dalla Uilca Uil, che non ha sottoscritto accordi in tal senso. Il vicepresidente della Banca, Nicola Lupo, il direttore generale, Roberto Vitti, il vicedirettore generale, Antonio Scalcione, e il consigliere delegato della Banca popolare del Mezzogiorno, Domenico Guidotti, quindi, in una conferenza stampa, ieri mattina, hanno voluto ribadire “la volontà e la determinazione” di operare con maggiore competitività per i territori delle quattro regioni: Basilicata, Calabria, Puglia e Sicilia. Il trasferimento a Crotone della direzione generale, quindi, secondo i vertici della Banca popolare del Mezzogiorno, mira a permettere di interagire meglio sul piano operativo, mentre a Matera si vogliono rafforzare i rapporti con la clientela, in termini di sostegno finanziario e di velocità di risposta alle esigenze mostrate. Vitti ha respinto le affermazioni attribuitegli dall’AdnKronos, con tanto di virgolettato, che la “Banca Popolare del Materano fosse inefficiente” e ha ribadito di “non aver alcuna intenzione di vendere la sede o di chiudere filiali”, bensì di averne potenziato i servizi. Lupo, ribadendo che “anima e cervello della Banca restano a Matera”, ha parlato di cambiamento da accettare in relazione alle difficoltà generali dell’economia, mentre Guidotti si è detto sorpreso dalla risonanza che ha avuto sui media la vicenda della riorganizzazione e “basito” da alcune proposte di interrompere i rapporti con la banca, giunte dall’ambito istituzionale. Il direttore generale Vitti è subentrato all’ex-direttore generale, Giampiero Maruggi, con cui la Banca un mese prima aveva risolto i rapporti mediante una separazione che il consigliere delegato Guidotti ha definito, rispondendo ad una nostra domanda, “consensuale”. Sollecitato ulteriormente sull’argomento, Guidotti ha anche affermato che qualsiasi eventuale impegno futuro di Maruggi in altri istituti di credito, con la stessa funzione dirigenziale, è un augurio e un diritto e che la Banca del Mezzogiorno non teme eventuali trasmigrazioni di clientela.

