Avviati gli interventi di rimozione della posidonia al Molo San Nicola nel rispetto dell’ecosistema
Sono iniziati nella scorsa notte scorsa e proseguiranno fino alla mattina del 9 gennaio gli interventi di rimozione della posidonia accumulata nell’area del Molo San Nicola a Bari. Le operazioni sono eseguite da Amiu Puglia e si stanno svolgono nel pieno rispetto delle Linee guida per la gestione delle biomasse vegetali spiaggiate della Regione Puglia, che regolano le modalità di intervento a tutela dell’ambiente costiero.
Durante i mesi autunnali e invernali, la posidonia oceanica attraversa una naturale fase di rinnovamento: parte delle foglie, trasportate dalle correnti marine, si deposita sulle spiagge limitrofe, dove può accumularsi anche in quantità significative. Si tratta di un fenomeno naturale che non deve essere confuso con una situazione di degrado ambientale.
La posidonia svolge infatti un ruolo fondamentale per l’ecosistema marino. Le praterie sommerse rappresentano uno degli habitat più importanti del Mediterraneo, mentre le foglie spiaggiate contribuiscono in modo determinante all’equilibrio dell’ambiente litoraneo. Offrono protezione e riparo a numerosi organismi marini, costituiscono una fonte di nutrimento, producono grandi quantità di ossigeno e biomassa vegetale e fungono da barriera naturale contro l’erosione delle coste.
La presenza di praterie di posidonia in buono stato di salute è inoltre un indicatore della qualità delle acque marine, poiché questa pianta è particolarmente sensibile all’inquinamento e agli impatti derivanti dalle attività umane. Quando si rende necessaria la rimozione della posidonia spiaggiata, come nel caso dell’area del Molo San Nicola, gli interventi devono essere pianificati con attenzione. È fondamentale rispettare l’ecosistema costiero, ridurre al minimo i rischi ambientali e favorire il recupero del materiale raccolto, che viene conferito presso impianti di compostaggio per un corretto riutilizzo.
Proprio per garantire la sostenibilità delle operazioni, gli interventi non possono essere immediati: essi sono regolati da circolari ministeriali, normative regionali e disposizioni tecniche che stabiliscono tempi e modalità più adeguati per conciliare le esigenze di fruizione delle aree costiere con la tutela dell’ambiente naturale.

