Ex Ilva verso l’amministrazione straordinaria: oggi tavolo al Governo
Termina l’epoca di Acciaierie d’Italia con il passaggio verso l’amministrazione straordinaria. Due incontri chiave si tengono oggi al governo, coinvolgendo sia i rappresentanti dell’indotto che i sindacati dei metalmeccanici. L’azienda esprime delusione per la decisione presa da Invitalia.
Impianti più vecchi di nove anni, senza alcuna manutenzione ricevuta; più rabbia e instabilità sul fronte occupazionale e sociale, e con un indotto praticamente affossatto: è la prospettiva, più grave del quadro del 2015, anno della prima amministrazione straordinaria dell’ex Ilva, con cui si fa ingresso nella nuova fase di commissarriamento del siderurgico. Con commissari non tecnici, ma competenti di acicaio, auspicano i sindacati. Invitalia ha ufficialmente inoltrato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy la richiesta di avviare tale procedura, sottolineando l’indisponibilità del socio privato di maggioranza ArcelorMittal a contribuire economicamente alla continuità aziendale. E’ l’epilogo di ogni possibile tentativo di salvare la situazione, dopo mesi di tentati accordi tra le parti. Dal canto suo il Gruppo Acciaierie d’Italia ha comunicato “che le società Acciaierie d’Italia, AdI Energia, AdI Servizi Marittimi, AdI Tubiforma hanno depositato domanda di concordato con riserva, con richiesta di misure protettive”. L’azienda parla di delusione in una lettera inviata ad Invitalia in serata e visionata da Ansa, la quale riporta che il gruppo dell’acciaio accusa Invitalia di non aver “condiviso questa intenzione nel consiglio di amministrazione” commettendo così “una grave violazione dell’accordo di investimento”. “Respingiamo il tentativo di incolparci” scrive ancora Acciaierie d’Italia e “ci riserviamo tutti i diritti”. Insomma, il contesto più che mai instabile ed esasperato è il tema dei tavoli odierni. Prima con i rappresentanti dell’indotto (Aigi e Casartigiani), poi con i sindacati metalmeccanici (Fiom, Fim, Uilm). Mentre a Taranto davanti alla prefettura è previsto il presidio USB. Si chiedono garanzie, norme che garantiscano crediti, soluzioni per occupazione, salute e ambiente.

