“Acqua che non si aspetta” cantava Fabrizio De André in Dolcenera per raccontare la drammatica alluvione che colpì Genova nell’ottobre del 1970. A cento anni dall’alluvione che si scatenò a Bari nella notte tra il 5 e il 6 novembre 1926, una mostra fotografica ruba le parole al cantautore genovese per raccontare gli eventi alluvionali che segnarono profondamente il capoluogo pugliese. Il Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale del Politecnico di Bari, sostenuta dal Dipartimento di Scienze della Terra e Geoambientali dell’Università Aldo Moro di Bari ha deciso di ripercorre gli eventi alluvionali più significativi della storia del capoluogo pugliese attraverso una mostra fotografica allestita nel Palazzo Starita.
L’esposizione raccoglie 40 testimonianze fotografiche delle alluvioni del 1905, 1915, 1926, 1954 e 2006 affiancandole a materiali informativi storici e ai principali sviluppi tecnico-scientifici delle attività di mitigazione del rischio. L’obiettivo è analizzare l’impatto che le alluvioni ebbero sulla popolazione e sul territorio.
L’esposizione sarà visitabile fino al 30 ottobre dalle 14 alle 20, con accesso libero e prenotazione.
