‘Un Mondo Nuovo’, a Potenza e Policoro le Giornate del Lavoro della Cgil lucana
Diritti sociali, qualità del lavoro e sviluppo sostenibile: sono i temi al centro della XIV edizione delle Giornate del Lavoro della Cgil Basilicata – Un Mondo Nuovo, in programma a Potenza sabato 5 settembre, in piazza Don Bosco, e venerdì 11 settembre a Policoro (Matera), ai Giardini Murati.
“Il 5 settembre a Potenza dedicheremo un focus alla condizione economica e sociale della Basilicata rispetto alle crisi industriali e alle prospettive di una regione che è in grandi difficoltà – ha detto Fernando Mega, segretario generale della Cgil Basilicata durante la conferenza stampa che si è tenuta questa mattina, a Potenza, nela sede regionale del sindacato -. A Policoro affronteremo invece il tema del lavoro, con particolare attenzione alle criticità emerse negli ultimi mesi sul fronte del caporalato, dell’accoglienza dei migranti e dell’organizzazione del lavoro nel Metapontino”.
“La giornata di Potenza – ha aggiunto Vincenzo Esposito, segretario generale della Cgil Potenza – si aprirà con la presentazione del libro di don Luigi Merola, fondatore dell’associazione ‘A voce d’e creature’ e impegnato da anni nella lotta alla camorra. Non può esserci sviluppo economico senza legalità, una società sana non può prescindere dalla legalità. Poi ci concentreremo sull’accordo tra l’Europa e il Mezzogiorno. Sappiamo bene che la strategia europea sui fondi strutturali prevede grandi tagli ai fondi di coesione a favore del riarmo, riteniamo che questa sia una politica sbagliata per le aree più disagiate. Pensiamo invece che il Mezzogiorno – ha sottolineato il dirigente sindacale – debba essere al centro delle politiche europee come ponte politico, economico e commerciale rispetto al Mediterraneo e all’Africa. Il Mezzogiorno deve tornare al centro dell’attenzione dell’agenda politica di un Paese che ha eliminato le politiche per il Sud da almeno 30 anni. In particolare bisogna fare delle politiche di sviluppo e l’intervento dello Stato per contrastare la deindustrializzazione del Mezzogiorno”, ha concluso Esposito citando tra i casi Stellantis, l’ex Ilva di Taranto e le crisi industriali della Val d’Agri e della chimica a Priolo e Taranto.

