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Caso Emiliano, il Csm decide sul futuro dell’ex governatore pugliese: domani il voto definitivo

  • Una telenovela cui il plenum del Csm dovrebbe mettere la parola fine domani. E’ quella che riguarda il futuro dell’ex Governatore Michele Emiliano come consulente della Commissione sul lavoro nero in Senato nella quale si occuperebbe di caporalato, con l’esperienza maturata nel corso del suo mandato alla presidenza della regione Puglia. In caso contrario, il ritorno in magistratura a Benevento, sede indicata dallo stesso ex pm qualora fosse chiamato a indossare nuovamente la toga.

    Bocciate le proposte di Decaro che all’indomani del suo insediamento per il suo predecessore aveva riservato un posto da consulente giuridico, e poi da consulente sulla vicenda Ilva, adesso sul tavolo restano due opzioni che sono contenute nella delibera della terza commissione del Csm: da un lato la proposta dei 4 magistrati favorevole alla volontà espressa e motivata dallo stesso Emiliano di non indossare più la toga dopo 22 anni trascorsi in politica, dall’altro la proposta delle due componenti laiche , Daniela Bianchini e Isabella Bertolini, favorevoli ad un rientro in magistratura, convinte che la legge Cartabia non sia applicabile al caso Emiliano e che dunque nulla osti a che l’ex governatore rimetta la toga. Una parte di scetticismo è dovuta anche al fatto che non sarebbe chiaro di cosa dovrebbe occuparsi Emiliano in seno alla commissione sul lavoro nero e soprattutto in così poco tempo a disposizione, pochi mesi fino alla fine della legislatura. Un incarico quello di consulente che servirà a traghettare l’ex presidente della giunta in aspettativa, ad una candidatura tra le file del pd, in una posizione blindata dalla segretaria dem, alle politiche del 2027. Intanto c’è di buono che l’attesa per Emiliano e per tutti gli spettatori di una vicenda che ha tenuto banco dall’inizio della legislatura Decaro, qualunque sarà il responso del Csm, è finita.

     

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