Un gesto simbolico, che arriva dalla Basilicata interna, con l’obiettivo di scuotere le coscienze e alimentare il senso di comunità locale ed internazionale.
A Bella, nel Potentino, un corteo partecipato ha attraversato il centro cittadino per chiedere la fine delle violenze in Medio Oriente.
A sfilare, numerosi cittadini insieme ad una rappresentanza della comunità marocchina, parte stabile del tessuto sociale.
Diverse le comunità ospitate anche solo per brevi periodi – come nel caso di donne ucraine insieme ai loro figli – ed altre insediate sul territorio: tra loro anche una famiglia palestinese.
La manifestazione, organizzata dal Comitato pro Palestina e partecipata da liberi cittadini, collettivi e movimenti, è partita da Parco Gino Strada al grido di “basta stragi di civili in Libano, Palestina e Iran”.
L’arrivo in piazza Plebiscito ha dato spazio agli interventi degli oratori, che hanno denunciato quella che definiscono una dimensione imperialista e coloniale del conflitto, criticando il silenzio attribuito al governo italiano.
Bella, comune noto per le sue politiche di accoglienza e per iniziative di dialogo interculturale, non è nuova a mobilitazioni di questo tipo. Anche questa volta la presenza è stata ampia, per ribadire il “no alla guerra e allo sfruttamento dei popoli” e il “sì alla pace e alla giustizia mondiale”.
Bella, comune noto per le sue politiche di accoglienza e per iniziative di dialogo interculturale, non è nuova a mobilitazioni di questo tipo. Anche questa volta la presenza è stata ampia, per ribadire il “no alla guerra e allo sfruttamento dei popoli” e il “sì alla pace e alla giustizia mondiale”.
