Sono 124mila 320 tra esami, visite e ricoveri le prestazioni da recuperare. Lo stabilisce, dopo un’accurata ricognizione dei fabbisogni di ciascuna asl, la delibera con la quale la giunta regionale ha approvato i piani sperimentali per l’abbattimento delle liste d’attesa. La fase sperimentale avrà a disposizione 15 milioni di euro di finanziamento e una durata di cinque mesi, da domani al 30 giugno. La asl che avrà più da smaltire è quella del capoluogo 44mila prestazioni da erogare nell’arco di cinque mesi. Seguono la Asl Bat (oltre 20mila), il policlinico di Bari ( 14mila) seguito dall’Asl e del policlinico di Foggia che dovranno recuperare rispettivamente 9mila e 8 mila prestazioni. 6000 le prestazioni in attesa nell’Asl di Brindisi, 7mila in quella di lecce, 5mila e 500 in quella di Taranto. Ogni asl di qui fino a giugno dovrà ritenersi impegnata in attività di richiamo dei pazienti in attesa per confermare l’esigenza della prestazione, per anticipare l’appuntamento, per registrare eventuali rinunce e motivazione delle stesse. Gli ambulatori saranno aperti anche la sera e nel we, per 12 ore giornaliere e continuative. Il piano prevede inoltre sedute operatorie aggiuntive per i ricoveri programmati. A queste attività sul campo si affiancheranno la verifica dell’appropriatezza delle prescrizioni, l’individuazione delle prescrizioni spesso ripetute o incongrue, attività formative rivolte ai medici prescrittori. Da recuperare naturalmente anche le prestazioni urgenti e brevi, come da piano nazionale di gestione delle liste d’attesa, i ricoveri in classe A e le prestazioni in regime di day service, Laddove necessario interverranno anche i privati accreditati che erogheranno i servizi senza risorse aggiuntive ma nell’ambito di quelle già stanziate. Sull’avanzamento e l’andamento del piano saranno effettuati monitoraggi mensili.

Dopo l’approvazione della delibera il presidente Decaro ha precisato “I piani sono sperimentali e allo stesso tempo ambiziosi”. Gli fa eco l’assessore alla sanità Donato Pentassuglia “L’obiettivo – avverte – non è quello di abbattere in cinque mesi le liste di attesa ma di imprimere un’accelerazione al miglioramento del sistema sanitario regionale”.

LISTE D'ATTESA, LA GIUNTA APPROVA IL PIANO DECARO