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‘Morire di speranza’, la veglia per i migranti che perdono la vita nei ghetti del Foggiano

  • Sotto l’altare c’è il collage fotografico dei tanti migranti che hanno perso la vita cercando una vita migliore in Italia. Sopra c’è la croce che viene da Lampedusa.
    Vite frantumate. Come quelle delle migliaia di anime che provano a sopravvivere nel ghetto di Borgo Mezzanone, ad una manciata di chilometri da Foggia.

    ‘Morire di speranza’ è la veglia di preghiera promossa nella chiesetta del Borgo dalle Diocesi di Foggia e di Manfredonia, dalla Caritas e dalla Comunità di Sant’Egidio.

    Tra i banchi, con la sindaca di Foggia Episcopo e l’assessora Mendolicchio, ci sono i ragazzi che vivono nel ghetto dell’ex pista, come scarti ai confini dell’umanità.

    53 milioni di Euro dal PNNR bloccati dai cortocircuiti delle istituzioni. La Chiesa resta un approdo di accoglienza ed inclusione.

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