Otranto: ritorna il Festival dei giornalisti del Mediterraneo, una riflessione sulla contemporaneità

Scenari euro-mediterranei, giustizia, cronaca, lotta alla mafia e questioni ambientali. Tutto questo e molto altro sarà approfondito dal 3 al 6 settembre all’interno della 17esima edizione del Festival dei giornalisti del Mediterraneo in programma ad Otranto in porta Largo Alfonsino. Saranno tanti gli ospiti di calibro nazionale e internazionale che si alterneranno nel corso delle giornate della kermesse impegnati nell’accompagnare il pubblico verso un’analisi critica della contemporaneità toccando gli aspetti più significativi dell’attualità attraverso dialoghi e confronti. La tre giorni si tradurrà in una riflessione volta ad analizzare la complessità del mondo e finalizzata a trovare argomenti e valori comuni contro i suoi inevitabili riverberi: il nichilismo, la mancanza di senso, la violenza e l’angoscia del vivere. Al centro dell’edizione 2025 del Festival focus su temi cruciali della contemporaneità tra cui la crisi in Medio Oriente e il conflitto tra Ucraina e Russia, il diritto di cronaca e il giornalismo indipendente ai tempi della guerra, il cambiamento climatico in rapporto al cibo, le sfide della Blue Economy, ma anche questioni che affliggono dimensioni più personali dell’esistenza come suicidi e femminicidi, la lupara bianca e la parità di genere. “Il giornalismo è ancora un’arte nobile in difesa dei valori universali della trasparenza, della legalità, dell’obiettività: ma è anche una professione a rischio, di questi tempi, e le cronache lo dimostrano ogni giorno. Fare dunque il punto sul nostro lavoro è fondamentale per continuare ad avere spazi di autonomia, imparzialità e sicurezza della professione”, dichiara Tommaso Forte, ideatore del Festival, organizzato con i colleghi Leda Cesari, Rosaria Bianco, Nicola Fragassi. Tra i momenti più attesi del Festival, come sempre, la cerimonia di consegna del Premio Caravella del Mediterraneo, che ogni anno celebra figure di alto profilo impegnate nella difesa della libertà, della pace e dei diritti umani.