Scalfarotto in Salento: “In Puglia gestione di Emiliano inadeguata”

Il candidato alle regionali per Italia Viva si è recato negli ospedali di Galatina e Copertino per ascoltare le voci dei sanitari e cittadini e per verificare personalmente la situazione della sanità pugliese

 

Si è recato negli ospedali di Galatina e Copertino per ascoltare le voci dei sanitari e cittadini e per verificare personalmente la situazione della sanità pugliese. Ivan Scalfarotto, candidato presidente di Italia Viva alla Regione Puglia, dopo la sua visita in due ospedali nel Salento, parla di sanità e attacca Michele Emiliano: “Insisto con forza sull’estrema pericolosità e presunzione della scelta, da parte del Presidente Emiliano, di tenere per sé la delega all’assessorato della sanità, che ha privato per 5 anni i pugliesi della possibilità di avere un assessore che si dedicasse a tempo pieno ad un tema così importante per tutti noi”. “Sulla decisione di Emiliano – continua Scalfarotto – ne tocchiamo con mano, ormai da mesi, l’inadeguatezza: da un sistema sanitario che, come presentato dai dirigenti e professionisti ascoltati durante questa mia visita, non funziona meglio di prima e che alimenta la delusione dei pazienti costretti a lunghe attese o a viaggiare per curarsi, fino all’incommentabile e inaccettabile pressapochismo con cui Emiliano sta gestendo la questione tamponi, diffondendo false informazioni sulla velocità di esecuzione degli stessi e sui laboratori in cui poterli effettuare, non ancora pronti per analizzarli o, addirittura, in ferie”.

 

Sull’operato di Michele Emiliano si è espressa anche la ministra Teresa Bellanova, presente qualche giorno fa a Lecce per presentare la lista di Italia Viva a sostegno di Scalfarotto. Argomento centrale è stata la riapertura delle discoteche seguita dalla scelta del Governo di chiuderle dopo Ferragosto. “Si è avuta molta più attenzione ad aprire le discoteche a giugno che ad altro. – ha affermato la Bellanova – Questa per noi è una scelta non accettabile. Non abbiamo nulla contro le discoteche, ma se hai chiesto a un Paese di stare chiuso in casa, se hai chiuso le aziende, speso miliardi e miliardi per pagare la cassa integrazione alle persone per non lavorare, non puoi per pura propaganda rispondere a qualche lobby che ti sta vicina, riaprendo le discoteche e infischiandosene delle ricadute che avrà questa scelta”.