Mediterraneo Frontiera di Pace, la lunga giornata di Papa Francesco a Bari

Papa Francesco è tornato a Bari, città da egli stesso definita capitale dell’unità, ad un anno e mezzo dall’incontro ecumenico svoltosi il 7 luglio del 2018. E’ atterrato in elicottero in Piazzale Cristoforo Colombo, accolto da mons. Francesco Cacucci, arcivescovo di Bari Bitonto, dal sindaco Antonio Decaro, dal governatore pugliese Michele Emiliano e dal prefetto Antonia Bellomo. Poi, a bordo della papamobile ha raggiunto la Basilica di San Nicola, dopo aver attraversato alcune vie della città di Bari. Qui, è stato accolto da centinaia di fedeli assiepati dietro le transenne, che hanno salutato l’arrivo del santo padre. In Basilica, Papa Bergoglio ha salutato i 58 vescovi, provenienti dai 20 Paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo, che nei giorni scorsi hanno preso parte ai tavoli di confronto di Mediterraneo, frontiera di pace. Il presidente della Cei, Gualtiero Bassetti, nel suo discorso ha parlato dell’importanza del metodo sinodale, “che ha caratterizzato i nostri lavori, segnando – ha dichiarato Bassetti – l’avvio di un processo, che richiede da parte di ciascuno una nuova disponibilità a coinvolgersi con un cuore grande”. Poi, ha preso la parola il cardinale Puljic, arcivescovo di Sarajevo, che ha invece posto l’attenzione sui flussi migratori dei giovani che abbandonano le terre in guerra: “Tuttavia, siamo confortati da quei ragazzi che restano, mostrando un coraggio straordinario e un amore grande per il Paese e le persone con cui sono cresciuti. Come Vescovi di questi Paesi siamo spesso tra i più forti sostenitori del dialogo, in termini di uguaglianza e amore per la Chiesa locale e per il popolo”. Ed infine, a prendere la parole è stato l’arcivescovo Pierbattista Pizzaballa, amministratore apostolico del Patriarcato Latino di Gerusalemme, che ha dichiarato: “Siamo solo all’inizio di un percorso che sarà lungo, ma certamente avvincente. Per questo abbiamo deciso di continuare a incontrarci, stabilmente, per poter poco alla volta, nei tempi che il Signore ci indicherà, costruire un percorso comune dove far crescere nei nostri contesti feriti e lacerati una cultura di pace e comunione”. Al termine del discorso dei vescovi, ha preso la parola Papa Francesco, che ha parlato della follia della guerra che distrugge case, ponti e ospedali, uccidendo persone. “Il fine ultimo di ogni società umana rimane la pace, tanto che si può ribadire che ‘non c’è alternativa alla pace, per nessuno”. Il santo Padre ha poi continuato: “A me fa paura quando ascolto qualche discorso di alcuni leader delle nuove forme di populismo: mi fa ricordare discorsi che seminavano paura e odio nella decade degli anni ’30 del secolo scorso”. Per Papa Bergoglio, “Il Mediterraneo ha una vocazione peculiare in tal senso: è il mare del meticciato, ‘culturalmente sempre aperto all’incontro, al dialogo e alla reciproca inculturazione’. La purezza delle razze non ha futuro”. “Essere affacciati sul Mediterraneo rappresenta dunque una straordinaria potenzialità – ha aggiunto -: non lasciamo che a causa di uno spirito nazionalistico, si diffonda la persuasione contraria, che cioè siano privilegiati gli Stati meno raggiungibili e geograficamente più isolati”. “Solamente il dialogo permette di incontrarsi, di superare pregiudizi e stereotipi, di raccontare e conoscere meglio sé stessi”. Il Papa ai vescovi del Mediterraneo concludendo il suo discorso nella Basilica di San Nicola ha detto: “Ecco l’opera che il Signore vi affida per questa amata area del Mediterraneo: ricostruire i legami che sono stati interrotti, rialzare le città distrutte dalla violenza, far fiorire un giardino laddove oggi ci sono terreni riarsi, infondere speranza a chi l’ha perduta ed esortare chi è chiuso in se stesso a non temere il fratello, guardare questo mare già divenuto cimitero rinascere”. Al termine del suo discorso ai vescovi del Mediterraneo nella Basilica di San Nicola, papa Francesco è poi sceso nella cripta della Basilica per venerare le reliquie del santo patrono di Bari e salutare la Comunità dei Padri Domenicani. Hanno intonato il canto “Shalom, pace a te” per accogliere Papa Francesco i fedeli che erano in attesa sul sagrato della Basilica di San Nicola a Bari. Il Papa ha benedetto e salutato i fedeli in piazza, invitandoli a pregare con lui recitando l’Ave Maria. Subito dopo, il santo Padre a bordo della papamobile ha raggiunto Piazza Libertà, dove ha celebrato la messa. Nella sua omelia, Papa Francesco ha parlato dell’importanza di amare il proprio nemico “È la novità cristiana. È la differenza cristiana”, ha affermato Francesco. “Amate i vostri nemici. Ci farà bene ripetere a noi stessi, oggi dopo la messa, queste parole e applicarle alle persone che ci trattano male, che ci danno fastidio, che fatichiamo ad accogliere, che ci tolgono serenità”. E poi, subito dopo l’Angelus, durante il quale il Papa ha parlato della situazione di guerra e morte in Siria, elevando da Bari, “un forte appello agli attori coinvolti e alla comunità internazionale, perché taccia il frastuono delle armi e si ascolti il pianto dei piccoli e degli indifesi; perché si mettano da parte i calcoli e gli interessi per salvaguardare le vite dei civili e dei tanti bambini innocenti che ne pagano le conseguenze”. Il santo padre ha infine lasciato il capoluogo pugliese, a bordo dell’elicottero che l’ha riportato nella Città del Vaticano.