Finalmente è serie A1 per la Raro Pattinomania Matera.

Trissino – Finalmente è serie A1. Il golden gol di Pietro Papapietro regala alla Raro Pattinomania Matera il successo esterno per 7-6 sul Trissino in gara 3 delle semifinali play-off e soprattutto la storica promozione in A1 di hockey su pista, il migliore coronamento di un sogno durato 30 anni, da quando la disciplina è nata nella città dei Sassi. Al gol di Papapietro, visto sul maxi schermo installato nella tensostruttura, esplodono di gioia i tifosi biancazzurri, non manca il carosello di auto per le vie cittadine e poi tutti in piazza Vittorio Veneto per festeggiare, con tanto di bagno nella fontana. Nel caldo Palasport vicentino, la gara è sentitissima ed ovviamente i favori del pronostico sono tutti per i locali. La partenza tutta vicentina con reti di Pasquale dopo 47” di gioco e Bertinato al 5′ e 45”, ma la Pattinomania è pronta a reagire ed accorcia prima con Pietro Papapietro al 13′ e 50” per poi pareggiare dopo 8 secondi con Davide Santeramo che ruba il pallino agli avversari sulla ripartenza da centrocampo. Prossimi al 20′ minuto, Bertinato va in gol per il 3-2 Trissino, ma risponde in meno di 120 secondi Davide Santeramo, ma è sul 4-3 per i vicentini che si va negli spogliatoi con gol di Campagnolo al 23′ e 30. Nella ripresa nuovo pareggio della Pattinomania ad opera di Santeramo al 5′, poi Pasquale firma il 5-4 Trissino in prossimità del 10′ minuto; doppio Vivilecchia tra il 19′ e 30 ed il 21′ e Raro Pattinomania in vantaggio 6-5 e che assapora la promozione. Tutto rinviato ai supplementari sul gol di Campagnolo al 21’10 che ferma il parziale sul 6-6. Al 3′ e 15 del primo tempo supplementare è il materano Pietro Papapietro a regalare la serie A1 alla “materanissima” Raro Pattinomania ed è tripudio biancazzurro al Palasport di Trissino ed alla tensostruttura di via dei Sanniti. Un traguardo raggiunto grazie alla costante abnegazione e la gran voglia di vincere di un gruppo straordinario, composto esclusivamente da materani decisi nel portare in alto il nome della propria città, come fatto a Trissino dove però l’accoglienza dei padroni di casa non è stata esemplare, andando a sfociare in veri e propri atteggiamenti di intolleranza.