Bari calcio: minacce a giocatori Bari, la Digos indaga su tre episodi

Sono almeno tre gli episodi di minacce ai giocatori del Bari Calcio su cui indaga la Digos. L’ultimo in ordine di tempo, finito sulla scrivania della pm di turno della Procura di Bari, Larissa Catella, è appunto quello del 27 aprile relativo allo striscione affisso davanti allo stadio San Nicola con la scritta “Se non ci credete, questa fine farete” e alla testa di maiale mozzata.

Indagini aperte anche sull’episodio relativo alla sera del 25 aprile, dopo la sconfitta a Torre del Greco, mentre il bus con a bordo la squadra tornava a Bari, in autostrada all’altezza di Modugno sono stati lanciati fumogeni accesi.

II pullman in quel momento era scortato da Digos, Polizia stradale, personale in divisa e del reparto mobile, come disposto dal questore che aveva ricevuto informazioni su un possibile assalto all’arrivo dei giocatori a Bari.

I fumogeni accesi, che non hanno causato danni, avrebbero potuto mettere a rischio non soltanto l’incolumità di giocatori e agenti di scorta, ma anche degli automobilisti che in quel momento, intorno alle 23, transitavano su quel tratto di autostrada invaso dal fumo.

La sera successiva, durante un sopralluogo, i poliziotti hanno trovato 7 tappi di fumogeni. L’altro episodio risale alla sera del 24 aprile, quando sul cavalcavia della tangenziale di Bari all’altezza dell’uscita di Poggiofranco, è comparso un altro striscione di circa 40 metri con la scritta “Uniti e più forti di chi ci vuole morti”, che gli investigatori ritengono rivolto alle forze dell’ordine per i Daspo in corso di esecuzione nei confronti di alcuni tifosi.

Intanto, in una nota ufficiale del Bari calcio il presidente, Luigi De Laurentiis, ha ringraziato tifosi, istituzioni e società sportive per i numerosi attestati di solidarietà dopo le minacce subite dei giocatori biancorossi.

Bari è una piazza fuori dal comune, speciale, – ha sottolineato De Laurentiis – che anche in questa occasione ci ha dato la dimostrazione lampante di essere rappresentata da una maggioranza di tifosi appassionati, anche duramente critici quando le cose non vanno come si vorrebbe, ma sempre in grado di distinguere – conclude il presidente del Bari – quale sia la differenza fra tifo sano e altro.