Ex Ilva, Legambiente: “E’ aumentata la concentrazione di benzene”

Franco: “Nel decreto la salute non è nemmeno citata”

“Nonostante la produzione ai minimi storici si verifica, come da dati Arpa, un pericoloso incremento della concentrazione di benzene nelle centraline, soprattutto in quella di via Orsini al quartiere Tamburi. Le concentrazioni dal 2019 sono passate da 1,4 microgrammi per metro cubo a 3,3 nel 2022. Nei primi sette mesi del 2023, ultimo dato disponibile, arriviamo al 4,3, quando il limite consentito dalla legge italiana è di 5 microgrammi”. Così la presidente di Legambiente Taranto, Lunetta Franco, in audizione presso la commissione Industria del Senato sul decreto ex Ilva. “L’impianto del decreto ci lascia perplessi. La continuità produttiva da sola non garantisce né la sicurezza né l’ambiente e neppure la salute, che non viene nemmeno citata”, ha proseguito. “Ci allarmano gli incidenti che si sono verificati nei mesi scorsi. Attualmente – ha detto Franco – è in corso una ispezione dello Spesal. Chiediamo che si effettui subito una verifica sugli impianti e si mettano in atto, urgentemente, tutte le misure di manutenzione ordinaria e straordinaria necessarie ed eventualmente anche la fermata degli impianti che non risultassero idonei al momento”. “Chiediamo una valutazione dell’impatto sanitario di questo stabilimento, che deve essere fatta subito sull’attuale produzione. Vogliamo sapere ora se ci sono rischi inaccettabili per la salute dei tarantini, non si può pensare di continuare a produrre sulla pelle di questa città”, ha sottolineato Franco. “Questo stabilimento potrà avere un futuro solo se si andrà verso la decarbonizzazione, strada che stanno percorrendo tutti i paesi europei”, ha concluso.