Il report 2023 di Legambiente: l’erosione e i cambiamenti climatici minacciano le coste della Basilicata

Una chiamata all’azione per mitigare i rischi climatici e adottare piani di gestione sostenibili per le aree costiere

Secondo il rapporto “Spiagge 2023” di Legambiente, le coste della Basilicata sono tra le più a rischio di tutta la penisola italiana. Il motivo? L’erosione costiera in continua crescita e il consumo di suolo, alimentati da eventi meteorologici estremi sempre più frequenti.

Il report, pubblicato in occasione del tavolo tecnico interministeriale sulle concessioni demaniali convocato dal Governo Meloni, sottolinea l’urgenza di adottare misure efficaci per contrastare questi fenomeni, nonché di combattere gli abusi che degradano coste e sistemi dunali.

La crisi climatica, l’erosione, il consumo di suolo, le concessioni balneari, le aree a rischio inondazione, l’inaccessibilità alle spiagge per motivi di illegalità e di inquinamento marino sono i sei indicatori principali messi in luce dal report.

Il rapporto evidenzia dati preoccupanti: dal 2010 al giugno 2023, secondo l’Osservatorio Città Clima di Legambiente, sono 712 gli eventi meteo estremi avvenuti in 240 dei 643 comuni costieri italiani, pari al 37,3%. In Basilicata, nel periodo considerato, si sono verificati 7 eventi meteo estremi, un valore tra i più elevati in Italia se valutato in base alla lunghezza delle aree costiere regionali.

Inoltre, la Basilicata è la Regione con i più alti livelli di erosione costiera in Italia, in proporzione alla lunghezza della costa bassa. Le zone tra Policoro e Nova Siri e tra Scanzano Ionico e Lido di Metaponto risultano le più colpite dall’erosione, con un arretramento fino a 3 metri annui registrati nell’arco dell’ultimo decennio.

Il rapporto sottolinea l’urgenza di un approccio sostenibile alla gestione delle coste. Antonio Lanorte, Presidente di Legambiente Basilicata, afferma che “è fondamentale intervenire con azioni concrete per le aree costiere lucane approvando attuando piani e strumenti di governance che riducano il rischio per le persone, le abitazioni e le infrastrutture.”