L’opposizione dell’associazione ambientalista all’espansione petrolifera in Basilicata

MEDITERRANEO NO TRIV lotta per la tutela delle sorgenti d’acqua

L’associazione ambientalista MEDITERRANEO NO TRIV si è espressa contro la creazione di nuovi pozzi petroliferi nella località di Civita, Marsicovetere, in Basilicata. La preoccupazione principale è la tutela delle sorgenti d’acqua, ricche in quest’area, che alimentano gli acquedotti locali, il fiume Agri e il bacino idropotabile del Pertusillo.

L’associazione ha presentato le proprie osservazioni alla Regione Basilicata e al Ministero dell’Ambiente e Sicurezza Energetica riguardanti i nuovi pozzi Cerro Falcone 7 e Sant’Elia 1, progettati da ENI. Questi, contrariamente a quanto prevede la “legge sblocca Italia”, hanno chiesto l’autorizzazione a due enti contemporaneamente, non rispettando la normativa che assegna il rilascio delle autorizzazioni esclusivamente ai ministeri competenti.

La presenza di sorgenti è stata certificata anche dall’Università della Basilicata. Ma le preoccupazioni non si fermano qui. L’area, infatti, è nota anche per il suo valore storico-archeologico. Secondo alcuni studi, Civita potrebbe essere stata abitata fin dal II millennio a.C. Questa teoria è supportata dalla vicinanza con la villa romana di Barricelle, appartenuta a Crispina, moglie dell’imperatore Commodo.

La preoccupazione principale dell’associazione è che l’espansione petrolifera possa minacciare l’integrità dell’ecosistema e il patrimonio storico della zona. Un precedente tentativo di trivellazione in zona, il pozzo Alli 5, fu bloccato dalla Regione Basilicata per proteggere l’ambiente e le aziende biologiche locali.

L’associazione MEDITERRANEO NO TRIV continua la sua lotta per la tutela del patrimonio naturale e storico di Basilicata, sperando di fermare l’avanzata delle trivellazioni petrolifere nella regione.