Xylella, nel Leccese sempre più roghi provocati da ulivi infetti

Sono 150mila gli ettari di oliveti colpiti dal batterio della xylella fastidiosa tra Lecce, Brindisi e Taranto, in soli 8 anni, dal 2013, quando a Gallipoli e ad Alezio ci fu la prima segnalazione ufficiale di un focolaio. In totale, 33mila sono i posti di lavoro che proprio a causa della xylla sono andati persi. Ed ora, così come sottolineato da Confagricoltura Puglia, occorre “intervenire con urgenza nell’espianto degli ulivi secchi per non provocare nuovi danni al Salento già martoriato da perdita di produzione e lavoro a causa del batterio”. A dirlo è il presidente Luca Lazzàro che ha così sollecitato un iter che permetta estirpazioni dei ceppi privi di vita senza dover attendere l’ultimazione delle istruttorie delle domande di reimpianto olivi zona infetta, attraverso quindi, lo snellimento e la velocizzazione delle procedure da parte degli enti. “Sebbene – ha poi proseguito in una nota il presidente Lazzaro – al momento la situazione sia sotto controllo e il personale del 115 stia bonificando le aree colpite, il rischio di nuovi incendi è ancora concreto. Con il caldo, il vento di questi giorni e gli alberi morti di ulivo, che fanno da combustibile secco e altamente infiammabile, senza un immediato intervento potrebbero andare distrutti altri ettari di terreno che costeggiano abitazioni e centri”. Negli ultimi giorni, infatti, si sono sviluppati proprio nel Leccese alcuni incendi che purtroppo hanno inferto un ulteriore colpo per gli imprenditori e gli agricoltori salentini, da qui il grido d’allarme lanciato da Confagricoltura, affinchè le procedure vengano snellite.